Dea Madre Terra si ascolta come una preghiera laica, qualcosa che chiede tempo e silenzio intorno per essere accolta davvero. Gipsy Fiorucci costruisce il brano attorno a un’invocazione che si ripete, quasi a voler scavare uno spazio interiore più che raccontare una storia. In un passaggio scrive “Radici forti e Fronde alte, a toccar Cielo”, un’immagine semplice che riassume bene il senso profondo del brano, l’idea di un legame che parte dalla terra e si apre verso l’alto senza mai spezzarsi. Il videoclip, girato sulla Pietra di Bismantova, restituisce visivamente questa stessa tensione tra radicamento e apertura, con inquadrature che alternano la solidità della roccia al respiro ampio del paesaggio circostante. La regia di Riccardo Sarti sceglie tempi lenti e naturali, senza forzare mai il ritmo delle immagini, lasciando che sia il paesaggio a parlare insieme alla voce dell’artista. È un progetto che chiede di essere vissuto più che semplicemente ascoltato, e che trova probabilmente nella dimensione audiovisiva la sua forma più completa. Non c’è calcolo commerciale in questa scelta, piuttosto la volontà di offrire un’esperienza coerente con il percorso spirituale e artistico di Gipsy, che negli ultimi anni ha fatto della connessione tra suono, corpo e natura il centro della propria ricerca artistica, tanto nella scrittura quanto nella dimensione visiva, senza mai cercare scorciatoie di facile presa.

Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.

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Di Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.