La maggior parte dei paesi al mondo, secondo il presidente Zelensky, sarebbe propenso all’accordo sulla proposta di un piano di pace tra Russia ed Ucraina.

Nella prima giornata di lavoro a Malta, il presidente ucraino, avrebbe offerto un piano con 10 punti ben definiti in cui, in sintesi, si richiede sostanzialmente, il ritiro delle truppe ucraine. Anche il presidente bielorusso, Alexander Lukashenko (sostenitore del presidente Vladimir Putin), in un’intervista ha affermato che vi sarebbero: “Abbastanza problemi da entrambe le parti e in generale, la situazione, ora, è in grave stallo: nessuno può fare nulla per rafforzare o far avanzare la propria posizione. Sono lì, testa a testa, trincerati. La gente sta morendo. Dobbiamo sederci al tavolo dei negoziati e trovare un accordo”. In Russia, nel frattempo, dal mese di ottobre è arrivato il divieto di discussioni pubbliche su “tendenze politiche, economiche e sociali negative” -lo avrebbe “ordinato”, il ministero dell’Istruzione russo alle università-. Questa nuova imposizione, verrebbe a creare una restrizione dell’informazione, al fine di non poter discutere (apertamente), le questioni politiche, quasi vi fossero delle prospettive negative, in vista soprattutto delle prossime elezioni politiche nel paese, previste nel marzo del prossimo anno.