Claudia Pregnolato, in arte Namida, è una giovane cantautrice punk- rock, che coltiva la passione per la musica dall‘età di sei anni, partecipando ad alcuni concorsi canori e calcando importanti palchi, tra i quali il Festival di Castrocaro, il Festival Show, il Festival di Cittadella, Area Sanremo, arrivando a conquistare il pubblico anche nella finale di The Voice of Italy.
In quest’intervista esclusiva per VentoNuovo, l’artista ci racconta di due dei suoi ultimi lavori pregni di emozioni, sfumature e colori melodici da cui scaturiscono “Figli dei fuori’ – singolo uscito ad aprile – e “Cristalli’ – disponibile dal 30 giugno.
Ciao Namida, a che età hai iniziato il tuo viaggio nella musica?
“Ho iniziato quando ero piccolissima, a soli sei anni, però a diciotto anni ho preso consapevolezza di questa mia passione per la musica. All’inizio cantavo in casa, mette guardo i programmi di MTV e cercavo di emulare tutti i miei cantanti preferiti. Quando a diciotto anni ho conosciuto il mio attuale manager ho iniziato il mio percorso musicale, assieme anche al discografico Davide Maggioni e ho iniziato a partecipare a qualche concorso.”
A quali concorsi hai partecipato?
“Tra i concorsi a cui ho partecipato, il Festival di Castrocaro dove ero una degli otto finalisti su Rai2, poi ho vinto Area Sanremo e, infine, ho partecipato al concorso Play With Music che mi ha dato la grande opportunità di aprire il concerto di Tananai quest’estate.”
In che genere si colloca la tua musica?
“È un pop- punk anni ‘90-2000, con alcune note di rimando ad Avril Lavigne.”
Dal 7 luglio è in rotazione radiofonica il tuo nuovo singolo “Cristalli”. Di cosa parla?
“È un singolo che parla di amore, della paura di esporsi con altre persone, soprattutto nel momento in cui si possono provare delle emozioni forti. Si tratta di una scena che ha origine su una spiaggia, in cui due ragazzi si incontrano e la ragazza gli riferisce la sua paura e la sua incapacità di aprirsi per le forti emozioni provate.”
Prima di questo singolo è uscito “Figli dei fuori”. Cosa ti ha ispirato?
“Sicuramente la mia generazione. Figli dei fuori siamo noi, che ci trasciniamo il peso della realtà odierna, scontenti e insoddistatti sognando il cambiamento senza sapere da dove partire. Vogliamo goderci il presente, uscire dall’ombra dei nostri genitori e combattiamo ogni giorno per la nostra libertà.”
Con chi hai collaborato?
“Io ho scritto Figli dei fuori ma la produzione è di Davide Maggioni. Cristalli invece è scritto da me e da Gianmarco Grande, di cui è anche produttore.“
Progetti futuri?
“Stiamo spingendo tanto sulla parte live e, al momento, stiamo preparando un altro album per i prossimi mesi.”


