E’ morta Jane Birkin, cantante e attrice britannica naturalizzata francese che ha contribuito a rivoluzionare la storia del cinema tra gli anni Settanta e Ottanta.

Cantante e musa ispiratrice di una generazione e icona di stile, eleganza e bellezza, ha ispirato la maison Hermès e ha lavorato con importanti registi quali John Barry, Michelangelo Antonioni e Serge Gainsbourg.
In tutti i ruoli portati in scena ha esaltato il suo corpo androgino e la sensualità conturbante, incarnando la rivoluzione sessuale del 1968 rappresentata dalle note di “Je t’aime… moi non plus”, cantata dall’attrice e da Serge Gainsbourg che furono censurati in molti Paesi per il messaggio di erotismo che traspariva dalle melodie.
Tra i capolavori cinematografici a cui ha preso parte, ricordiamo “La piscina”, “Una donna come me” e “Blow-up” di Michelangelo Antonioni, film in cui ha interpretato un’aspirante modella e che la consacrò al grande pubblico in termini di icona della swinging London.
 Un’artista poliedrica, la cui carriera – su ispirazione del percorso artistico della madre – ha inizio nella Swinging London negli anni Sessanta, dove si è cimentata nei musical, nel cinema e nella musica francese, in un turbinio di emozioni che hanno contrassegnato l’età trasgressiva della sua giovinezza.
Insomma, una diva intramontabile che, in tutta la sua vita, ha sempre cercato di trasmettere l’immagine di una donna anticonformista e di una femminilità semplice, scevra dai canoni sociali e che rimarrà radicata nell’immaginario popolare.

“I believe in humans. Each other, even on the darkest paths, we are mutual guides. We enlighten each other, and this is our fortune to be human.”