di Luca Marrone

Modena. “Mettimi come sigillo sul tuo cuore, come sigillo sul tuo braccio; perché forte come la morte è l’amore, tenace come gli inferi è la passione: le sue vampe son vampe di fuoco, una fiamma del Signore!”.

Una citazione biblica, precisamente tratta dal Cantico dei Cantici (8:6-7), pubblicata sui social per un brevissimo lasso di tempo. Secondo il Resto del Carlino, proprio a ridosso del rinvenimento del corpo carbonizzato di Alice Neri, il 18 novembre scorso, nel bagagliaio della sua auto in una zona di campagna nei pressi di Concordia, nel Modenese.

È quanto avrebbe riferito agli inquirenti una fonte confidenziale. Si tratterebbe di un post, si legge sul quotidiano, scritto da un collega di lavoro della vittima. Non risulta ancora chiaro se la pubblicazione e la cancellazione siano avvenute subito prima o subito dopo la diffusione della notizia del ritrovamento del cadavere.

La fonte avrebbe mostrato agli investigatori uno screenshot, inviatogli da altri, che riportava appunto la citazione. E sembra che Alice avesse confidato alle amiche che il soggetto cui la stessa può essere ricondotta, adottava nei suoi confronti atteggiamenti opprimenti e molesti e che lei ne era intimorita. L’intero passo del Cantico dei Cantici di cui sembra che il post abbia riproposto un estratto, è il seguente: “Mettimi come sigillo sul tuo cuore, / come sigillo sul tuo braccio; / perché forte come la morte è l’amore, / tenace come gli inferi è la passione: / le sue vampe son vampe di fuoco, / una fiamma del Signore! / Le grandi acque non possono spegnere l’amore / né i fiumi travolgerlo. / Se uno desse tutte le ricchezze della sua casa / in cambio dell’amore, non ne avrebbe che dispregio.”

Si delinea, dunque, un nuovo scenario di indagine, oltre a quello che vede il 29enne tunisino Mohamed Gaaloul come principale sospettato della morte della giovane donna? Al di là dell’indubbia suggestione della circostanza ora emersa, resta ovviamente da verificare se la citazione biblica si riferisse davvero ad Alice Neri e, anche in tale eventualità, se sia direttamente riconducibile al delitto.

Per quanto riguarda Gaaloul, sappiamo che il 15 febbraio si procederà all’incidente probatorio richiesto dalla Procura: verranno sentiti tre tunisini che affermano di aver visto il 29enne sporco di olio o grasso la mattina del 18 novembre. In realtà, sembra che solo uno dei tre lo avrebbe notato in tali condizioni e avrebbe riferito i suoi “sospetti” agli altri due. Le loro dichiarazioni dovranno, dunque, essere accuratamente valutate per accertarne l’effettiva consistenza. Anche in considerazione del fatto che, secondo altri testimoni, l’indagato “era sempre sporco di olio o grasso d’auto, essendo solito lavorarci.”

Gli accertamenti dell’incidente probatorio avranno inoltre ad oggetto, come già riferito nei giorni scorsi, possibili tracce presenti su reperti recuperati sulla scena del crimine: una tanica di olio esausto (forse impiegato come “accelerante”) e, a quanto si legge su alcuni giornali, uno smart watch forse appartenuto ad Alice, alcuni medicinali, la spallina di un reggiseno, la sim carbonizzata del telefono della vittima, un borsello e alcuni anelli.