Riff Willer foto

Riff Willer: dall’Abruzzo al resto del mondo

Esordio per il cantautore abruzzese che chiude dentro questi inediti un gusto esterofilo anni ’70.

Si intitola “Streets of Chance” il disco d’esordio di Riff Willer, all’anagrafe Amedeo Quagliarella. Un primo disco che anche nella faccia ci riporta dentro i sobborghi underground di una controcultura inglese di fine anni ’60, ci ricorda il gusto acido e istintivo delle chitarre elettriche, ci richiama alla mente la bellezza di una voce fuori dal coro… e quel certo modo di presentarsi al pubblico, sbarazzino, casual, di poche accortezze. Anche se tutto questo poi alla fine sfocia dentro una religiosa cura dell’estetica. Riff Willer ci sa fare… ed il passato torna d’attualità in ogni momento di questo primo disco.

Riff Willer: dall’Abruzzo al resto del mondo – la nostra intervista

Esordio che arriva dall’Abruzzo. Quanto ha inciso la tua terra in questo primo disco?

Direi che non ha inciso per niente. Ma lo dico con rispetto per questa terra che ha dato e ancora dà tanto alla musica. Sono, ad esempio, un grande fan di Ivan Graziani, che era teramano, uno dei migliori cantautori italiani di sempre e grandissimo chitarrista. Nel mio sound, però, d’Abruzzo non ce n’è. Certo, una terra meravigliosa come questa, mare e montagna, potrebbe, chissà, ispirarmi per una delle mie prossime canzoni.

 

Primo disco che in qualche misura contiene la tua storia, la tua musica, ascoltata e suonata. Da tutto questo calderone, col senno di poi, cosa hai preso?

Potrei cavarmela così: nella domanda trovi la risposta. Ma sarebbe un telegramma. Dalla mia storia personale sono arrivato alla scrittura di “Streets of Chance“, un album che è un po’ il riassunto dei miei 23 anni e mezzo, con le gioie, le aspirazioni, le delusioni e le disillusioni dei giovani della mia età. Ritengo di aver centrato l’obiettivo: otto tracce di vita.

 

Alla fine, la scena indie sembra apparire come te la immaginavi?

Che dire, trovarmi proiettato nelle classifiche “Indie”, anche in posizioni niente male per un esordiente e, sottolineo, del tutto indipendente, rappresenta per me una piacevole novità. E’ un panorama che, come vedo e sento, conosce grandissimi fermenti, di certo positivi. Per conto mio associo il termine “Indie” alla libertà di creare, e spero ci sia spazio anche per chi, come me, trova il coraggio di battere strade musicali diverse e alternative a quelle che fanno oggi tendenza.

 

E per chiudere: certamente esordire oggi con un disco è ancora più difficile… Perché hai scelto questo momento?

Faccio musica, scrivo canzoni per pura passione. Lo faccio, tra l’altro, in un momento storico durissimo come questo. Anche perché domani potrebbe essere meglio, come si spera, ma anche peggio. Non c’è tempo, dunque, per aspettare un momento più favorevole. Le strade per darsi un’opportunità, come canto nell’album, vanno imboccate subito, senza aspettare chissà cos’altro ancora. Voglio sperare che l’occasione della vita arrivi prima o poi per tutti. Bisogna crederci.

 

I riferimenti inglesi sono ovvi. Citiamoli: quali sono le tue radici in merito a questo primo disco?

“Essendo questo il mio primo disco ho cercato di mettere in chiaro quali sono gli artisti che preferisco e che ascolto da sempre. Una sorta di biglietto da visita dunque. Sono cresciuto con i Beatles, apprezzo molto Noel Gallagher, ma nell’album ci sono anche sound che richiamano molto i Velvet Underground e gli Stooges“.

Riff Willer: dall’Abruzzo al resto del mondo cover album

Un titolo direi importante: in qualche modo sono le occasioni della vita?

“Sì, direi proprio di sì. Sta a ognuno di noi riuscire a coglierle queste opportunità, magari sono davanti a noi e non ce ne accorgiamo. Nell’omonima traccia ho voluto rimarcare questo concetto”.

 

https://www.youtube.com/watch?v=512wJW7cr8o

Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.

More Posts - Website

Follow Me:
TwitterFacebookGoogle Plus

Di Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.