TEVERE: ECOITALIASOLIDALE l’ipotesi “Branchie ostruite” per la moria dei pesci non ci convince.
Grave non ci sia ancora una risposta ufficiale, dopo quasi una settimana, sulle cause del disastro che sta vivendo il fiume di Roma. Si attendevano oggi in via ufficiale le risposte dei risultati sulle analisi delle acque del Tevere e sulla moria di pesci che fra i primi come Movimento Ecologista Ecoitaliasolidale abbiamo denunciato.
Ed invece si apprende che al momento, dopo 6 giorni dalla mattina del 30 maggio quando si sono potuti osservare centinaia di pesci, fra carpe, rovelle e cefali, anche di medie dimensioni, galleggiare nelle acque del Tevere trascinati dalla corrente, ancora non vi è una risposta ufficiale.
Le rilevazioni dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale del Lazio (Arpa), insieme agli esperti del servizio zooprofilassi della Asl Roma1, non sembrerebbe far emergere agenti inquinanti, ma un risultato ufficiale ancora non è stato presentato. L’ipotesi è quella che le abbondanti piogge possano aver causato la morte dei pesci dopo aver movimentato rifiuti e liquame fra i canali che affluiscono al fiume, un apporto organico che avrebbe ridotto l’ossigeno, contribuendo ad ostruire le branchie dei pesci.
Già in passato una analoga moria dei pesci nel Tevere è stata in questo modo giustificata, ma come allora, stiamo parlando del 2017, non ci convince.
Intanto vorremmo sapere perché un fenomeno che ha interessato uno dei fiumi più importanti d’Italia che bagna la Capitale, con migliaia di pesci morti sino a giungere alla foce e quindi al mare, non ha ricevuto una immediata ed adeguata attenzione da parte delle Istituzioni di controllo, tanto che ci è voluta quasi una settimana per analizzare le acque e i pesci ed ancora non è stata fornita una risposta ufficiale.
Peraltro si poteva facilmente ma immediatamente bonificare il corso d’acqua e gli argini raccogliendo i pesci ormai non più in vita invece di farli mangiare da gabbiani e corvi ed in alcuni casi anche da topi sulle rive; inoltre era facile creare una barriera per bloccare i pesci prima di arrivare alla foce e quindi al mare.
Seguiremo con la massima attenzione la conclusione delle indagini e delle analisi sollecitando per il futuro un costante e quotidiano controllo della qualità delle acque del Tevere per scongiurare un ennesimo disastro ambientale nella Capitale. E’ quanto denunciano in una nota Piergiorgio Benvenuti, Giuliana Salce e Fabio Ficosecco rispettivamente Presidente Nazionale, Responsabile per il Lazio e Coordinatore romano del Movimento Ecologista
Ecoitalisolidale.