“Vinacce” è il titolo del nuovo disco dei Paoloparòn.
Un nickname, quest’ultimo, dietro il quale si celano l’eclettico polistrumentista Paolo Paron e dal 2015 anche Stefano Bragagnolo (Radio Zastava) alla batteria e Roberto Amadeo (North East Ska Jazz Orchestra) al basso e contrabbasso.
“Vinacce”: undici canzoni dal forte sapore mediterraneo, capaci di alternarsi fra Jazz e cantautorato senza mai perdere la bussola della direzione.
Come si legge nel booklet del lavoro, la stagione delle vinacce è l’autunno; brani come “L’allegro caos dello scolapiatti” e “La domenica del supermercato” sono però adatte ad ogni periodo dell’anno.
E così anche le loro nove “sorelle” nate dal genio creativo di Paolo Paron ed arrangiate in tandem con Jvan Moda, che forse sarebbe giusto quasi considerare una sorta di “quarto membro” della band.
Degna di nota “Amleto 1999”, stupendo esercizio sonoro a cavallo fra il primo Fabrizio De Andrè ed i Marlene Kuntz più pacati.
E ben vengano le chitarre acide della grintosa “Mani Adatte” e l’enigmatica “Seasons (a silly indie song)” che, come suggerisce il nome, non è cantata nella lingua di Dante.
Se poi vi piacciono Prince ed i Red Hot Chili Peppers e pensate che entrambi possano coesistere con la musica dei sessanta allora provare ad ascoltare “Un Disegno”.
E siccome anche l’occhio vuole la sua parte, a dar manforte sono le illustrazioni di Paolo Primon ed il progetto grafico di Pavù.SoluzioniCreative.
Un disco molto introspettivo, che lascia molto spazio alla fantasia ed all’immaginazione e che entusiasma costantemente, quasi quanto un Tom Waits d’annata.
Vinacce esce per Music Force / Toks Records.
E adesso lasciatemi ubriacare di musica con i Paoloparòn…
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