Tiziano Albanese da voce alla vita dell’uomo San Francesco d’Assisi. Un disco importante di orchestrazioni e momenti solistici.
Ed è proprio così. Un disco importante di scritture pregiate che non vogliono restar ferme nel mondo dei cultori del genere. Di certo non parliamo di un disco che vuole restare nella nicchia dei compositori ma cerca un linguaggio pop(olare), cerca un appiglio che sia comune a tanti. Il compositore e pianista Tiziano Albanese pubblica “Francesco, storia di un uomo”, un percorso strumentale intenso ed ispirato, di moderazioni ed ostinati d’orchestra, tra qualche sfumatura di pop e qualche passaggio di jazz. Un dipinto umano che dopo 7 inediti ispirati alla vita dell’uomo prima che alla figura di santo si culmina nel celebre “Cantico delle Creature”. Raffinatezza laddove la cultura gioca carte meno immediate della forma canzone da radio. E noi ci fermiamo a chiederne lumi proprio al maestro Tiziano Albanese:
Da compositore e da studioso della musica: il tuo punto di vista su Sanremo?
È un pezzo della nostra Italia. Tra alti e bassi delle sue sessantotto edizioni ha comunque creato tanti legami con la popolazione. Non poco. Per me è un’occasione di studio e ascolto, soprattutto degli arrangiamenti.
Un disco che ormai ha già qualche anno. Il tuo racconto, la tua musica, le tue orchestrazioni. Perchè puntare il focus proprio su San Francesco d’Assisi?
Se dopo ottocento anni il suo messaggio è ancora vivo dovremmo chiederci perché non farlo. Questa è stata la prima motivazione che mi ha spinto ad approfondire il personaggio storico e in seguito a convincermi della potenza del suo ideale, ed è così che è nato il mio racconto in musica.
Dal vivo questo lavoro che faccia ha? Che suono e che vestito sceglie per raggiungere il pubblico?
Ha un pianoforte a coda, voci recitanti e un’orchestra d’archi e altri tre strumenti che dialogano tra di loro. Potrebbe essere un concerto ma non lo è, vuole andare oltre.
Uno spettatore alla fine del primo allestimento disse: “Mi è sembrato di stare nel set di un film, dal vivo, come se fossi dietro la sedia del regista”. Fu il più bel complimento ed è per me la più bella sintesi.


