CAASband: la cover band di Santana.
Abbiamo parlato di questo ambizioso progetto musicale con Pietro Marchesani (voce e percussioni).
Da dove viene il nome CAAS?
Caas, anche se il nome completo è CAASband, è molto semplicemente l’acronimo di Carlos Augusto Alves Santana.
Un piccolo “tributo” al genio di cui cerchiamo di seminare interesse.
Da chi è composta la band?
Siamo in sette: Ivano Cavallucci è il chitarrista, Alfredo De Innocentiis al basso, Giovanni Luca D’Onofrio ai timbales, Maurizio Lupo Nuccio alla batteria, Stefano Pulcinella alle tastiere, Giorgio Salvatore alle congas e io voce.
Siamo tutti di Chieti ad eccezione di Alfredo e Maurizio che sono di Lanciano.
Qual è il vostro background musicale?
Per essere il più breve possibile posso dire che l’unico a “digiuno” di studi musicali sono io, gli altri hanno tutti un background consolidatissimo oltre ad avere una formazione musicale di primissimo ordine.
Alcuni fanno anche parte di altri gruppi molto conosciuti, uno per tutti Ivano che è un componente degli Opera Seconda, la Tribute Band dei Pooh con cui ha composto inediti in 2 cd.
Come nasce un arrangiamento di una vostra cover di Santana?
L’arrangiamento in realtà è solamente riprodurre in modo un pò personale gli assoli di chitarra e fare in maniera diversa i finali, mentre per il resto cerchiamo di seguire più o meno rigorosamente lo schema dei brani esclusivamente, però, delle versioni live.
Cosa proponete durante i vostri concerti?
Abbiamo volutamente creato un repertorio “misto”, nel senso che ci sono i brani fondamentali della produzione di Santana e le ultime produzioni del genere pop/latino, diciamo al 50%.
E’ una scelta che abbiamo volutamente fatto perchè secondo noi fare principalmente i brani storici, quelli fino agli anni ’80, può essere una cosa difficile da ascoltare per chi non ha dimestichezza con Santana, viceversa non è possibile suonare Santana senza fare quei 8/9 pezzi “sacri”.
Poi la speranza è che chi si lascia coinvolgere da “Corazon Espinado” si incuriosisca e scopra il mondo di Carlos Santana e se ne innamori.
Qual è la vostra canzone preferita di Santana?
Se ognuno di noi esprimesse una preferenza ci sarebbero 6/7 brani diversi, e comunque sarebbe una lotta infinita scegliere tra “Europa“, “Moonflower“, “She’s not there“, “Oye como va“, “Samba pa ti“, “Gitano“, ecc.
Perché avete scelto proprio Santana?
Semplicemente perchè ci piace parecchio e suscita atmosfere intense ma anche incalzanti, coinvolgenti.
E senza essere ipocriti dicendo che ascoltiamo solo Santana perchè potremmo anche parlare per ore ed ore di Genesis, Pink Floyd, King Crimson, prog Italiano, ecc.
Come secondo voi ha rivoluzionato il mondo della musica?
Basterebbe andare a rivedersi Woodstock ’69, la reazione del pubblico all’esibizione.
Poi ha indubbiamente “inventato” un modo di suonare la chitarra creando pezzi immortali.
Non credo che ci siano tanti brani come Europa, dove puoi sentire 5 minuti, praticamente ininterrotti, di chitarra così piacevoli.
Quanto aiuta la tecnologia di oggi nell’esecuzione di brani complessi come quelli di Santana?
Questa è la classica domanda per la quale è perfetto dire “Grazie per la domanda!”; Santana, come anche altri grandi virtuosi, si “suona” tout court.
C’è pochissima tecnologia, anzi nessuna se si eccettuano i comunissimi effetti, ma tantissima “mano”.
Ad esempio le percussioni si “devono” suonare, altrimenti si potrebbero usare le basi e suonarci sopra, ma noi fortunatamente abbiamo Luca e Giorgio…
Proprio oggi la notizia di tre date in Italia di Carlos Santana per il “Divination Tour 2018”… Cercherete di avvicinarlo o di contattarlo?
Di avvicinarlo nel senso di sentirlo il più vicino possibile sicuramente sì, contattarlo sarà magari per una foto o per un saluto da fan a fine concerto.
E basta.
Progetti futuri?
Continuare a divertirci cercando di divertire, e soprattutto di avvicinare al Santana “fondamentale” chi ne conosce solo i pezzi più celebri o le ultime cose.
Poi mi faccio una domanda da solo: “Avete un sogno nel cassetto” Sì, fare qualche pezzo inedito nel solco di Carlos Santana, come diceva Enzo Jannacci “per vedere di nascosto l’effetto che fa“.
Grazie infinite per questa intervista e un saluto a tutti i lettori, che aspettiamo alle nostre serate, con il nostro consueto VAMOS!!!
I CAASband saranno in concerto sabato 10 febbraio al The Hostel, Viale Unità d’Italia 551, Chieti Scalo.



