Abbiamo avuto il piacere di intervistare gli Ash Code, promessa della nuova scena New Wave / Dark Wave targata Italia.

Ash Code: chi sono?

Siamo Adriano, Alessandro e Claudia; siamo in fondo una piccola famiglia in quanto noi due siamo fratelli e lei è la mia ragazza.

Come vi è venuta quest’idea di iniziare a fare questo genere di musica?

Le nostre fonti d’ispirazione principali sono i The Cure, Joy Division e Bauhaus che fanno parte del nostro bagaglio musicale; quello che facciamo è il risultato dei nostri ascolti preferiti. Questo progetto è partito per puro caso. Avevo due canzoni all’epoca, “Dry Your Eyes” ed “Unnecessary Songs”: erano due vecchi demo che non avevo ma utilizzato con una precedente band. Li ho voluti riarrangiare per provare a fare qualcosa anche nell’anonimato. Mi sono detto: mettiamoli su internet, vediamo che esce. Ho avuto però un blocco, non riuscivo a concludere i pezzi; per fortuna è venuta in mio soccorso Claudia, che non sapevo avesse un particolare talento nelle melodie e nel cantare. Abbiamo completato questi pezzi con l’aiuto di mio fratello al basso e li abbiamo messi su Soundcloud, piattaforma su cui ci siamo appoggiati ed in pochi giorni abbiamo avuto feedback positivi.

Ci arrivarono richieste di concerti anche dalla Germania.

Da lì è partita l’idea di fondare una band reale.

Dopo pochi giorni abbiamo avuto la proposta di aprire per gli She Past Away a Napoli; avevamo un mese e mezzo circa di tempo per comporre nuovi pezzi; avevamo detto di sì ma in realtà non avevamo niente.

Questo fatto di non aver nulla pronto ha fatto sì che componessimo il nostro album.

Come componete solitamente?

Di solito parte da me che sono al computer e faccio la struttura della drum machine con la bass line (una cosa proprio minimale); poi arriva Claudia e mette la melodia.

Se a questo punto  ci soddisfa quanto prodotto (siamo circa al 30% del lavoro) allora andiamo avanti ed iniziamo la chitarra baritona, la voce ed il testo.

Quindi si può dire che sostanzialmente l’idea parte tutto da te?

Sì ma più che canzoni sono cose molto primordiali; a volte succede anche che questi beat vengano rallentati o velocizzati; molto spesso la scintilla l’accendo io ma a volte le idee partono anche dagli altri.

Voi stasera avete suonato brani dal primo e dal secondo album…

E anche due da quello che sarà il terzo album…

Ora siamo in procinto di partire per il Sud America due settimane (l’intervista è stata effettuata più o meno un mese fa nda), abbiamo fatto una nuova scaletta che abbiamo suonato per la prima volta stasera.

Non l’abbiamo eseguita nella sua totalità perché sarebbe stata troppo lunga, perché avevamo solo circa 55 minuti a disposizione, per cui abbiamo tagliato qualcosa.

Diciamo che prendiamo il meglio dei due album e che facciamo anche una cover dei The Sound (I Get The Skin in Myself)…

Quando dovrebbe uscire il terzo album?

Non abbiamo ancora una data; ci siamo detti: “prendiamoci il tempo che richiede”.

Abbiamo fatto due album in due anni, per questo vogliamo ragionarci un po’ di più.

Quindi i progetti futuri sono questo nuovo disco ed il tour?

Diciamo che il progetto più imminente è il tour in Sud America; al ritorno poi date a Lipsia, Londra (per la prima volta!) e poi un tour in Germania.

La richiesta è costante e siamo di continuo in tour.

Inoltre è appena uscito un singolo su vinile con l’etichetta francese Synth Religion che sarebbe la label della ragazza che ha un progetto che si chiama Hante che è abbastanza famoso; ne abbiamo appena rilasciate 500 copie numerate a mano e contiene due nuove canzoni, “Icy Cold” e “River”.

Questo anticipa il nuovo album.

Volete aggiungere qualcosa? Personalmente vi auguro che rimaniate sempre così, perché siete veramente bravi ed anche umili; a volte capita che un artista non si possa più definire tale ma non mi pare il vostro caso…      

A volte le persone cambiano perché sotto pressione, hanno troppo successo ma noi non corriamo questo rischio.

Penso che dobbiamo ringraziare ad una ad una le persone che ci seguono, che quando esce qualcosa di nuovo subito lo comprano su internet e che ci scrivono in privato.

Ci supportano e se non avessimo loro non ci sentiremmo spronati.

Noi infatti siamo venuti sotto consiglio di alcuni amici di origine belga…

Il pubblico belga è stato uno dei primi a scoprirci all’estero (parliamo di sette mesi dopo dell’uscita di “Dry Your Eyes; era bello vederli cantare i nostri pezzi seguire il labiale.

Anche in Francia è capitato.

L’Italia è un po’ meno attenta…

Diciamo che le date memorabili non sono quelle italiane…

Speriamo in quella di Bari (28 ottobre in supporto ai Clan of Xymox nda)… 

Tra le date italiane passate Bari è stata una delle location migliori…

C’è una bella scena lì.

I Clan of Xymox poi sono un gruppo storico della New Wave anni ’80.

Questo dovrebbe contribuire a darvi una maggiore spinta nel nostro paese…

Sicuramente aprire per gruppi famosi come loro dà una grande visibilità e anche chi non ti conosce, ti vede e ti scopre.

ashcode2(gli Ash Code live al Circolo Dong di Recanati; foto di Franco Pompilio)

Discografia Ash Code:

Album:

Oblivion (2014)

Posthuman (2016)

Singoli:

Dry Your Eyes (2014)

Empty Room (2014)

Tide (2016)

Icy Cold (2016)

 

Info:

http://www.ashcode.eu/

https://www.facebook.com/ashcodemusic/

https://instagram.com/ash_code/

http://www.last.fm/music/Ash+Code

https://soundcloud.com/ashcode

http://www.youtube.com/ashcodemusic

https://plus.google.com/u/0/105653397741899825339

 

Un ringraziamento in particolare al Circolo Dong di Recanati, a Franco Pompilio e agli Ash Code per la preziosa collaborazione e disponibilità

Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.

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Di Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.