Luca Bash pubblica questo nuovo disco dal titolo “Oltre le quinte”. In rete il primo video ufficiale.

Un lavoro che vede la luce ufficiale proprio in questi giorni. Una produzione direi quasi più spirituale che di preciso target discografico. “Oltre le quinte” di Luca Bash è un bellissimo pop di matrice autorale, da cantautore del grande pubblico oseremo dire, in cui la melodia questa volta non strizza l’occhio alle ovvie soluzioni di gusto radiofonico e di obblighi commerciali. Questa volta la melodia di Bash sembra pennellare soluzioni ardite appena un poco, di sicuro per niente scontate, di sicuro ci raccontano una canzone che cerca il mestiere e l’ispirazione. E poi, come recita la nota di stampa, va detto che non esiste una direzione artistica ben precisa: Bash invita i musicisti e tutti i collaboratori che ha trovato in questi anni di carriera e ad ognuno chiede la propria ispirazione, il proprio ingrediente, una pennellata piuttosto che una voce determinante. Un disco dedicato quindi all’uomo, all’amico, alla vita aggiungo io dopo aver ascolto le liriche e i grandi significati che siedono comodi dietro canzoni intense come “Tu non sai” o “Come il Sole”. E non a caso questo disco è stato pubblicato anche in lingua inglese con un titolo che proprio sul concetto di amicizia vuole giocare: “Keys of Mine”. In rete il video ufficiale che in un modo assai diretto e poco artefatto – di sicuro non un video bello di fattura main stream – cerca di far capire al meglio di cosa abbiamo parlato fino ad ora.

Un nuovo disco…un doppio…come mai la necessità di farlo in due lingue diverse?
I motivi sono due: artistico ed economico. Per prima cosa, credo che se perdo tanto tempo a pensare cosa una canzone debba dire, è perché spero di trovare più persone possibili che vedono la cosa come io la racconto. L’arte in fondo è vedere le cose con gli occhi dell’artista. E per questo, l’inglese mi consente di parlare a più persone. In secondo luogo, per me la musica è un hobby, e per continuarlo devo recuperare i costi che ho affrontato. Con la lingua inglese il mercato si amplia, quasi a parità di costi. E dal disco precedente ho visto che nel mondo qualcosa si vende.

La canzone di Luca Bash oggi com’è diventata secondo te?
Se intendi la canzone della mia vita, beh, io sono una persona molto fortunata, in tanti aspetti… sembra un’Intro che non finisce mai, roba da Pink Floyd! Mi piace la mia vita…
In merito invece alla mia scrittura, credo di essere maturato. Quando scrivevo da giovane le canzoni mi venivano tutte da 5 minuti e passa, e quando mi chiedevano il ritornello entro il primo minuto, imprecavo. Oggi mi esce naturale.

In rete il video di “Candide Bugie” raccoglie un po’ il cuore di produzione di questo disco non è vero?
Si. Di fatto è la storia di questo album. Né saranno 5 alla fine fatti nella stessa location e allo stesso modo, poiché tutti e 5 raccontano la genesi di quest’album. Amici, sparsi per l’Europa, che arrangiano nelle loro case i miei brani, e poi io che li suono con loro proiettati alle mie spalle, in un teatro vuoto… riproducendo sul palco una scena in cui spesso scrivo a casa mia.
Tutto quest’album è dedicato a loro.

Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.

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Di Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.