di Giovanni LUCIFORA
Si parla spesso di disoccupazione soprattutto in relazione ai giovani ma grazie al contributo economico di genitori e nonni i nostri giovani vanno avanti armati di buona volontà e speranze per il futuro. Si parla spesso dei giovani ma degli anziani ne parlano in pochi eppure la povertà degli over 65 è tangibile. Secondo una denuncia della Cgil, a Roma, il rischio povertà per gli anziani è elevato. Basti pensare che nella capitale 4 anziani su 11 vivono con meno di 11 mila euro lordi all’anno. Inoltre non hanno accesso a servizi pubblici come sanità, trasporti e centri di aggregazione, in pratica sono poveri e abbandonati. Il dato poi tiene conto anche della distribuzione della povertà in città. E si scopre che non riguarda solo le zone periferiche.
Nelle zone Parioli fino al Nomentano, ad esempio, sono quasi 10mila su 42mila residenti. Nel centro storico sono più di 11mila su 44mila e da San Giovanni a Cinecittà 20mila su 70mila. Situazioni più preoccupanti si segnalano nelle periferie in particolare a Tor Sapienza, Prenestino, Centocelle e Tiburtino. Negli ultimi cinque anni poi le condizioni di vita sono peggiorate a Ostia, Monte Mario, Portuense e Aurelio. Le pensioni non superano gli 800 euro e l’assenza di strutture e trasporti peggiora la situazione.
A Roma, secondo i dati Spi Cgil, gli over 65 sono più di 626mila ma il problema riguarda anche le aree oltre il raccordo anulare da Bracciano a Guidonia e Pomezia. Ed è un problema grave perché sembra trattarsi di un fenomeno in crescita e ancora poco viene fatto affinché la situazione migliori. L’appello è dunque alla classe politica, onorevoli e senatori, che si occupano del nostro Paese. Sembra non riescano a comprendere la gravità del fenomeno, o almeno, ad occhio, sembra lo stiano sottovalutando. Segnaliamo a lor signori che il tempo delle decisioni è scaduto ed è arrivato il momento di agire, per questo, per le decisioni da prendere, i politici non soffriranno mai la fame. Allora che si mettessero al lavoro e facessero il loro dovere come lo hanno fatto molti anziani che oggi soffrono la povertà.


