A cura di Immacolata T. MADARENA

 

Dopo il tanto atteso annuncio della composizione della giunta capitolina,che verrà ufficializzata il 7 luglio prossimo durante la prima seduta dell’assemblea, si ha l’annuncio del taglio di ben cinque manager della Capitale. Quello che ha sicuramente fatto più scalpore è stato quello di Federica Pirani, dirigente dei Musei comunali di arte moderna e contemporanea, la struttura che mette insieme il Macro, Palazzo Braschi, e la Galleria comunale d’Arte moderna e contemporanea. Si preannuncia il ricorso dell’interessata, in quanto la stessa aveva avuto accesso all’incarico mediante un concorso pubblico (seppur da tanti criticato per i requisiti in esso previsti) indetto dal comune stesso durante l’amministrazione Marino.

In molti hanno visto il provvedimento come inerente alla “spending review” annunciata dalla Raggi, ma risparmiare non dovrebbe essere sinonimo di licenziamenti, soprattutto quando un solo soggetto ha più strutture di tale levatura sulle spalle che, tra l’altro, si trovano da tempo in una situazione di criticità, viste le scarse risorse di cui dispone, per il qual motivo spesso è andato in cerca di sponsor e mostre già sovvenzionate durante la precedente amministrazione.

Ma non è l’unica mossa della neo-sindaca nel campo culturale. Difatti ha annunciato di voler rinominare gli assessorati alla Cultura e all’ambiente come assessorati alla “Crescita culturale” e “sostenibilità ambientale”.

La proposta è stata criticata da Vittorio Sgarbi,il quale ricorda come Baruch Spinoza,nella sua “Ethica ordine geometrico demonstrata”,sostenesse che “la cultura è in sé crescita;bene e male non sono una buona o una cattiva azione, ma bene è ciò che fa crescere la conoscenza, male è ciò che la ostacola”.

Anziché preoccuparsi della denominazione dell’ assessorato, sarebbe forse meglio occuparsi degli investimenti da attuare per riportare Roma ai livelli che merita. Ricordiamo, infatti, che nel rapporto Federculture 2015 si metteva a confronto Roma con le altre grandi città internazionali con il seguente risultato: «Nessuna mostra romana è presente nelle classifiche internazionali, mentre a Roma le mostre raccolgano circa un quinto di quanto accade a Londra, New York, Parigi».

Vista la magnificenza del patrimonio artistico romano, tutto ciò dovrebbe essere inaccettabile e smuovere le azioni politiche verso maggiori investimenti e interventi concreti per valorizzarlo al meglio e arricchirlo perché,come diceva Karl Kraus, “quando il sole della cultura è basso, i nani hanno l’aspetto di giganti”.

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Inserito dai Redattori di "Vento nuovo". Quotidiano di informazione, cultura, innovazione, economia, arte, fashion, gossip, sport, fondato a Roma nel 2009 ( n. 43/2010)

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