Ore di attesa per sentirsi scoraggiare all’entrata del triage: “C’è molto da aspettare ci sono persone dalle 16.50 e siamo alle 22.30″da un infermiera straniera che con difficoltaà recepisce il romano, ma che sa dare un’unica risposta a tutti: “codice bianco”.
La stessa infermiera si trova però ad accettare nel triage e a dare una mano all’unico medico di guardia di ps, nella notte fra sabato e domenica. Decine di persone in attesa da 9 ore, senza essere chiamati. Sono le 22.40 e l’unico codice giallo che arriva non viene subito accettato, perché la suddetta infermiera era occupata a soccorrere un emergenza, ed il corpo di guardia si era allontanato dall’edificio per poi rientrare con cornetti per tutti (4 persone)e nel contempo due rom si detergevano i capelli nel bagno incontrollate.
Successivamente l’infermiera cambia filastrocca e comincia a consigliare a tutti i pazienti di tornare in settimana dal lunedi al venerdi per fare il percorso esterno veloce, vale a dire un pronto soccorso parallelo al costo di 25 euro. Siamo ai limiti della realtà, ma tutto questo avviene sotto gli occhi delle persone e tutto gestito in maniera magistrale dal direttore generale Tanese. La leggittimità di quanto raccontato e vissuto fianco a fianco dei cittadini sarà rappresentato alla Procura di Roma per valutare le mancanze”. Così in una nota stampa il presidente di Assotutela, Michel Emi Maritato.
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