La catena di supermercati russa Bakhetle, è stata costretta a chiedere scusa giovedì, per la vendita di utensili e calendari in cui appariva una famigliola di scimmie la più piccola delle quali aveva il volto del presidente Obama. L’iniziativa ha provocato l’ira dell’Ambasciata degli Stati Uniti a Mosca. Immediate le reazioni di scandalo, di indignazione e accuse di “razzismo”, tanto che chi aveva diffuso l’immagine ha dovuto scusarsi pubblicamente mentre la vendita dei calendari è stata immediatamente sospesa e l’utensile ritirato. Bakhetle, è una catena di supermercati della Repubblica del Tatarstan è specializzata nei prodotti alimentari dell’Asia centrale, ma popolare in tutto il paese. Lo scandalo si è scoppiato quando un cliente della catena a Kazan, la capitale del Tatarstan, ha pubblicato una foto del tagliere, che è diventata virale su internet. La piattaforma online, si sa, osserva Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, è uno strumento potente e indispensabile che non tutti usano in modo costruttivo. C’è anche chi, approfittando dell’anonimato dietro il quale ci si può trincerare in rete, usa i «social network» per sfogare rabbia e odio, per calunniare e diffondere teorie cospirative. Barack Obama più di altri, visto che è stato bersagliato dai messaggi razzisti fin da quando, all’inizio del 2007, decise di candidarsi alla Casa Bianca.

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