Greek banks have been closed and strict limits placed on cash withdrawals after the prime minister called a 5 July referendum that some say could propel Greece out of the euro.

“Months of negotiations on extending Greece’s cash-for-reforms deal with the eurozone have collapsed, so the Greek bailout ran out on 30 June and Alexis Tsipras’s government failed to make a key debt repayment to the IMF of €1.5bn ($1.7bn; £1.06bn).
The European Central Bank (ECB) has said it won’t extend emergency funding for the banks and there is a growing risk of Greece lurching out of the single currency – which has come to be known as Grexit.”

Questo è ciò che traiamo dalla BBC che chiarisce, in termini di numeri, quale sia la situazione del debito greco e quali siano le vie da intraprendere nei prossimi giorni. Tuttavia, il braccio di ferro economico tra UE (leggi Germania) e Grecia si giocherà dopo il referendum popolare indetto per il 5 Luglio.

“Non firmeremo nessun accordo senza la ristrutturazione del debito greco”, ha quindi aggiunto Varoufakis a Bloomberg Tv, aggiungendo che “la crisi attuale non è bancaria ma politica. Se vincerà il “si” al referendum la Grecia firmerà il piano proposto dai creditori ma se a prevalere sarà il “no”, “riprenderemo immediatamente le trattative”.

Scetticismo espresso da Standard & Poor’s. C’è circa il 50% di probabilità che la Grecia esca dall’euro. Questa la previsione, secondo cui gli effetti dell’eventuale “Grexit” saranno “gravi per la Grecia” ma “contenuti” per l’Eurozona.

Aggiornamenti nei prossimi giorni.

Simone Dei Pieri

Simone Dei Pieri. Classe '93. Si parla di quel che si può, semplicemente.

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Di Simone Dei Pieri

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