RICORDI DI GUERRA
Spinto da tante esperienze vissute nei cieli Italiani che esteri, in particolare zone belliche come Albania, Kosovo, Somalia etc… Stringevo fra le braccia bambini che fissavano i miei occhi fino all’ultimo respiro, portato a concepire i veri valori umani della vita. La poesia mi ha ispirato a esternare tali valori. Grazie della risposta e della condivisione.

Terra straniera di Giuseppe Romano

Un soffio di vento aleggia nell’aria,
velando calura che il cielo emanava.
Immerso nell’ombra
sostavo sospeso,
con flusso di sudore bagnato da sole.
Un picco di gelo donava sollievo,
l’intenso calore che prima atterriva
in chiara visione lento mutava.
Guardavo lontano, fra cielo e mare,
confuso pensiero l’animo investiva.
Ricordi di un passato
ancora vicino,
rivivono a tracciare nuovo cammino.
Rivedere quei corpi,
infusi nel sale,
per nuova terra senza mai approdare.
Stesi inermi, baciati dal mare,
in letto di fiori in attesa d’onori.
Triste momento
rivivo in silenzio,
cessar esistenza in terra avara,
in cerca di speranza per vita futura.
Goder d’immensa fortuna,
non apprezzare altrui sventura.
Preferire umido renile
che abbracciar fratello in misero cortile.

 

Non si è mai smesso di parlare di guerra, quasi come se appartenesse al patrimonio genetico umano. Si fa guerra nel nome di una giustizia, di una fede religiosa o di una bandiera e paradossalmente anche nel nome della libertà. La storia dell’uomo è un continuo succedersi di atrocità che non servono a niente, se non ad aumentare il rancore delle nazioni avversarie che rispondono alla violenza con la violenza. Guerra è sinonimo di morte, massacri, povertà o anche un altro modo per parlare di odio. Da un esperienza bellica emergono occasioni in cui l’uomo mostra qualità d’altruismo, collaborazione, coraggio e pietà. Resto sempre attonita quando mi si racconta della guerra come se fosse fantascienza, poiché per fortuna viviamo in un paese che rifiuta la guerra e le tragiche scene che i media ci mostrano (anche riferito agli ultimi attentati firmati dall’Isis), paiono non sfiorare la nostra quotidianità. Invece la guerra è di tutti e tutti ne paghiamo le conseguenze. La morte di un bambino sotto qualsiasi bomba, mostra il volto più imbecille e sanguinoso dell’uomo, della Storia e del potere politico. Quindi siamo tutti responsabili. Caro Giuseppe, hai vissuto un’esperienza unica e indimenticabile, sei vittima inconsapevole del senso di nulla subito. Nella tua lirica si tocca quasi il gelo di quella terra straniera che ha ospitato la tua collaborazione e il tuo coraggio ma che ha lasciato immagini di atrocità che non riescono a far parte del tuo passato e vivranno costanti nella tua mente per il resto dei tuoi giorni. Nei versi “Stesi inermi, baciati dal mare / in letto di fiori in attesa di onori/” ci parli della morte senza nome e senza età che giace tra le braccia del mare e accoglie gli ultimi resti della follia umana. Inoltre nel “goder d’immensa fortuna/non apprezzar altrui sventura/” ci dice quanto siamo fortunati a vivere lontano da queste realtà, a parlare di guerra restando seduti a tavola con i nostri cari, mentre soldati, medici o volontari sono costretti a vedere e toccare la morte ogni giorno, lontani dalla loro terra che forse non vedranno più, infatti in tante “missioni di pace” spesso ci rimettono la vita. Insomma la guerra non fa bene a nessuno e non è altro che scienza di distruzione e mortifica la capacità intellettiva umana a risolvere i problemi civilmente. Pensare di trovare la pace facendo la guerra è contraddittorio e bisogna darle il giusto significato, poiché per pace, si intende tregua tra guerre, mentre si dovrebbe imparare a guardare al futuro riproponendola nei termini attuali perché non resti soltanto una semplice ideologia. Ti ringrazio per la tua bella poesia Giuseppe e ti lascio una mia riflessione sul tema: ” Non si spegne il fuoco col fuoco/ non si asciuga l’acqua con l’acqua/ non si elimina la guerra con la guerra”.

Valeria Davide poetessa

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Inserito dai Redattori di "Vento nuovo". Quotidiano di informazione, cultura, innovazione, economia, arte, fashion, gossip, sport, fondato a Roma nel 2009 ( n. 43/2010)

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