Talal Barazi, governatore della provincia di Palmira, ha confermato che i jihadisti hanno abbandonato le zone settentrionali della provincia, spiegando inoltre come l’esercito sia al momento occupato nella bonifica delle strade dalle bombe, ma ritenendo ormai “buona la situazione al centro della città e nei sobborghi“.
L’Osservatorio per i Diritti Umani ha ufficializzato il bilancio dei morti della battaglia di ieri per il controllo di Palmira: le vittime tra esercito siriano e miliziani IS sarebbero circa 300, mentre tra gli uccisi si contano circa 120 soldati siriani, 115 miliziani dell’IS e una sessantina di civili. Da Damasco arriva la notizia secondo cui l’esercito siriano ha ripreso il pieno controllo della città.
Tra le vittime anche un leader tunisino dell’IS, Abu Sayyaf, che si occupava di gestire le vendite di petrolio e gas sul mercato nero per raccogliere finanziamenti per il gruppo terroristico. Nell’operazione è stata catturata anche la moglie del dirigente jihadista, un’irachena identificata come Umm Sayyaf, subito trasferita in Iraq sotto custodia americana per essere sottoposta a interrogatorio.
L’esercito Siriano ha rivendicato a sua volta l’uccisione di cinque leader dell’ IS in un attacco nell’est della Siria, all’interno della provincia di Deir El-Zor, secondo quanto riportato dalla TV di Stato siriana, informando come i cinque leader provenissero da Arabia Saudita, Turchia, Cecenia, Giordania e Iraq. La zona è la stessa in cui è stato messo a segno il raid di ieri da parte delle truppe americane.
L’esercito siriano è riuscito a respingere i miliziani dello Stato islamico fuori da Palmira e le rovine del sito patrimonio dell’Unesco non sono state danneggiate. Lo conferma il direttore delle antichità e dei musei Mamoun Abdulkarim, dopo che l’Osservatorio siriano per i diritti umani aveva annunciato che i jihadisti avevano perso il controllo delle zone settentrionali della città, conquistate sabato. “Oggi abbiamo buone notizie, stiamo molto meglio. Non ci sono danni alle rovine, ma questo non significa che non bisogna essere preoccupati“, ha spiegato il direttore.

