Di Cristiano Ottaviani

La riforma elettorale di Renzi è molto mediocre, ma  ha dei promotori potenti vale a dire quei politicanti falliti, che in maniera puramente strumentale le  fanno opposizione. Non merita credito la schiera di incapaci e cinici , che quando al potere ha assecondato acriticamente tutti i diktat cari agli interessi stranieri e speculativi , e che oggi si finge paladina di giustizia sociale e democrazia.
Questo strampalato fronte di nostalgici, se fosse stato capace di esprimere autorevolezza politica   avrebbe avanzato qualche proposta moderna e lungimirante, invece di  limitarsi a chiedere che la quota dei deputati nominati sia semplicemente ridotta dal 60 al 40 per cento. 
Renzi si combatte con la modernità e la capacità di saper declinare  fermi principi di democrazia moderna  nei tempi attuali, non con la retorica.
Per troppi anni chi ha governato l’Italia, ha seguito una logica di potere chiusa in  se stessa, finendo per perdere contatto con la realtà  e ora , a prescindere da ogni fiducia e considerazione morale,  ha radicato  in sé questa forma mentis  ed è incapace di proporre e  realizzare  ogni vero cambiamento.

Nemici a parte, Renzi ha più difetti che pregi. Non solo è scaltro, ottimo tattico e di grande presa comunicativa, ma soprattutto, dietro la maschera dirompente e boriosa, è un grande opportunista. Il nostro giovane premier sa calcolare in maniera perfetta le forze in campo e  muoversi con prontezza e in modo determinato nella direzione a “lui” più conveniente. Anche nel suo caso  però non illudiamoci, ci troviamo di fronte ad  un uomo che ha come scopo principale il potere e, come i suoi predecessori, a questo subordina ogni disegno strategico e di alleanza; temi, del resto, per lui  “secondari” da delegare, in un gioco di specchi e illusioni,  ai  suoi “furieri”, ovvero “suggeritori”.

La  nuova legge elettorale razionalizza e adatta al nuovo rapporto di forze quella  di Berlusconi del 2005; un sistema che , va ricordato, non è mai stato modificato dalla sinistra durante i governi Prodi, Monti e Letta. Se ancora è lecito avere  diversi interrogativi su come sarà  il Senato, non mancano certezze  su come verranno scelti i deputati: sbarramento del tre 3% , odiosissimo e ipocrita principio della parità di genere, ritorno solo parziale delle preferenze e soprattutto , se nessuna lista supererà il 40% dei consensi, secondo turno tra le due  più votate con premio di maggioranza per il vincitore

Nei paesi civili le cose funzionano diversamente. In Inghilterra, ad esempio, i collegi uninominali assicurano una certa indipendenza ai  deputati che così sono gli effettivi controllori dell’esecutivo. In Germania, il Cancelliere deve tener conto degli equilibri partitici e parlamentari dovuti ad un sistema in parte proporzionale  ed in parte uninominale. In Francia il Presidente della Repubblica è eletto separatamente dai deputati i quali possono, qualora i numeri lo consentano, esprimere  una maggioranza alternativa a quella gradita all’Eliseo .
Per trovare leggi elettorali, come la nostra,  occorre  oltrepassare  l’oceano per arrivare   non a Washington, ma  in Sud America. Qui  effettivamente esiste tradizione di  presidentissimi eletti,  grazie a premi di maggioranza un pò particolari,   insieme  del resto a schiere di deputati fedelissimi , che con stampa e sindacati   costituiscono la colirita clack del caudillo.

Anche il nostro  passato era migliore. Nella sgangherata prima repubblica il delicato equilibrio tra Dc, Pci  e altri partiti, se non pienamente democratico, rendeva il sistema perlomeno articolato. Persino negli ultimi disgraziatissimi  venti anni  la contrapposizione, quasi sempre formale, tra Berlusconi e Pd si basava su una possibile  alternanza.
Oggi con Renzi, erede dei difetti del centro destra e del centro sinistra, si rischia la palude, dorata per i poteri forti,  cupa per i comuni cittadini costretti ad un progressivo impoverimento.  Se siamo giunti ad una situazione come questa non mancano parziali responsabilità anche delle opposizioni, le quali hanno scelto o strade troppo radicali, quindi di improbabile successo, o di pura e conveniente  facciata.
La nuova legge  elettorale non fa che registrare un nuovo ordine,  incentrato  sul buffo ma per nulla sciocco premier fiorentino e sui concretissimi interessi occulti di chi lo sostiene. La migliore risposta, a questo stato di cose è  contrapporre come alternativa la democrazia moderna, avanzata e occidentale; ma nel nostro addormentato paese ci sono forze politiche, e non solo, interessate a  questa possibilità?

Redazione

Inserito dai Redattori di "Vento nuovo". Quotidiano di informazione, cultura, innovazione, economia, arte, fashion, gossip, sport, fondato a Roma nel 2009 ( n. 43/2010)

More Posts - Website

Follow Me:
TwitterFacebookPinterest

Di Redazione

Inserito dai Redattori di "Vento nuovo". Quotidiano di informazione, cultura, innovazione, economia, arte, fashion, gossip, sport, fondato a Roma nel 2009 ( n. 43/2010)