di Valentina Ferraro

Nel primo giorno di programmazione è già campione di incassi al botteghino: stiamo parlando dell’attesissimo film “Cinquanta sfumature di grigio” di Sam Taylor-Johnson, tratto dai best sellers di E.L. James. Il film, uscito ieri nelle sale italiane, ha registrato (secondo i dati Cinetel) il maggior incasso con 1.737.330 euro. Si tratta senza dubbio di un successo annunciato, considerate le vendite dei tre libri e il battage pubblicitario che ha preceduto l’uscita della pellicola.
Sono ben 1000 i cinema italiani in cui il film sarà proiettato in questi giorni, eppure c’è una sala che ha dovuto rinunciare alla proiezione della pellicola (e al suo incasso!): stiamo parlando del cinema Don Bosco di Varazze, in Liguria. Un incredibile caso di “censura” che, contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare, non è venuto dai Salesiani, proprietari della sala, ma dai cittadini del piccolo comune ligure. Quest’ultimi, infatti, avrebbero tempestato il gestore (laico) del cinema con telefonate e lettere anonime in cui si chiedeva appunto di eliminare dalla programmazione “Cinquanta sfumature di grigio” in quanto giudicato non consono, con le sue scene di sesso sadomaso, ad una sala parrocchiale. Ecco dunque che nella bacheca della sala è comparso questo annuncio: «Informiamo il pubblico che il film non verrà proiettato, non per nostra volontà».
Il tutto con grande soddisfazione dei cittadini di Varazze, ma non certo del gestore della sala che, oltre a rinunicare all’incasso del film, dovrà pagare una penale al distributore, con il quale aveva sottoscritto un contratto.

Redazione

Inserito dai Redattori di "Vento nuovo". Quotidiano di informazione, cultura, innovazione, economia, arte, fashion, gossip, sport, fondato a Roma nel 2009 ( n. 43/2010)

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