Diciamo la verità… che Papa Francesco fosse un Papa diverso dagli altri lo si era già capito da tanti segnali: l’umiltà quando ha salutato subito dopo l’elezione al Soglio Pontificio, i messaggi lanciati durante il suo –pur se ancor breve– pontificato in merito alla crisi e per dare conforto ai tanti italiani, le idee per richiamare con originalità la parola del Vangelo (ricordo con un sorriso la ‘MISERICORDINA‘ distribuita una domenica in Piazza San Pietro) e non ultime, le innumerevoli telefonate che hanno fatto sentir vicino Francesco a tanti italiani in condizioni non proprio agiate.
Francesco si è conservato, dunque, l’uomo umile che veniva da Buenos Aires, ma a dire il vero, nei giorni scorsi è avvenuto quello che non avrei mai potuto immaginare: la telefonata a Roberto Benigni, prima della sua magistrale esegesi dei Dieci Comandamenti! Una telefonata difficile da dimenticare, ricevuta lo scorso martedì sera; essendo telefonate private, il Vaticano non può ufficialmente smentire o confermare, ma Mons. Vincenzo Paglia (presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia) ha commentato: “Non sorprende che Papa Francesco abbia chiamato Roberto Benigni; la sua trasmissione sui Dieci Comandamenti si inserisce bene nel solco della Chiesa ‘in uscita’ voluta da Bergoglio. In questo caso si tratta di ‘artisti in uscita’ che sanno utilizzare il bagaglio della sapienza biblica, senza però tanti orpelli“.
Il cuore, parafrasando lo stesso Benigni, si sarà “riempito di felicità” a sentir la voce di Francesco e noi non possiamo far altro che chinare la testa dinanzi a quest’abbraccio ideale tra due grandi uomini.
Immensi!

