“Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche è punito con la reclusione da 3 mesi a 1 anno o con la multa da 3.000 a 15.000 euro. 2. La stessa pena si applica a chiunque somministra agli animali sostanze stupefacenti o vietate ovvero li sottopone a trattamenti che procurano un danno alla salute degli stessi. 3. La pena è aumentata della metà se dai fatti cui al primo comma deriva la morte dell’animale”. L’articolo 544-ter  del Codice Penale  è molto chiaro in materia di maltrattamento degli animali. E le categorie degli animalisti di tutta Italia, “armate” di megafoni e striscioni,  si battono nel tentativo che venga rispettato alla lettera.  Per non vedere più calpestati i diritti di qualsiasi animale, il loro è un NO netto alla sperimentazione animale, alla “tradizione” delle botticelle romane, a capi in pelle o pelliccia che sfilano sulle passerelle di importanti Griffes, alla vivisezione, allo sfruttamento degli animali nelle pratiche circensi.

Considerevoli, al riguardo, le dichiarazioni di Walter Caporale, Presidente dell’Associazione Animalisti Italiani, che è intervenuto martedi 2 dicembre presso lo studio di Diritto di Cronaca, su Teleromauno (CH 271). “ I circhi in Italia sono tutti in crisi. Quelli con animali sopravvivono, purtroppo, grazie alle tasse dei cittadini perché il governo italiano ogni anno stanzia intorno ai 5 milioni e mezzo di euro per finanziarli, poiché li considera attività culturali. E’ una cosa indegna di un paese civile, dove in un momento di crisi come quello attuale si danno soldi ai circhi con animali, piuttosto che investire in asili nido, servizi ed assistenza ai disabili o agli anziani.” Caporale lascia così ben intendere che se non fosse per i soldi pubblici il circo con gli animali avrebbe già da tempo chiuso i battenti. La questione è dibattuta anche sul Web. Su Facebook “No al circo degli animali”, da un lato. “Difendiamo il circo con gli animali”, dall’altro. Con un’abbondanza di “mi piace” a favore dei primi.

Anche il Presidente di Assotutela, Michel Emi Maritato, dice la sua. “Lo Stato italiano favorisce l’ippica perché l’AMS, associazione che gestisce le scommesse, guadagna ogni anno 60 milioni di euro. Tutto ciò che riguarda i videopoker, videolottery e slot machines non riesce ad equiparare quanto viene apportato dall’ippica. Oggi, nonostante la crisi nel mercato dell’ippica per via dei costi elevati di mantenimento di un cavallo, si favoreggia l’ippodromo di Roma a far correre sia al trotto che al galoppo proprio perché non si può fare a meno delle entrate che ne derivano”.

“ Dolce e Gabbana e Cavalli sono i più ricchi e famosi stilisti al mondo – continua Caporale – non solo perché vendono pellicce per bambini, donne e uomini, ma perché utilizzano una tecnica particolare e molto economica di sbiancamento dei jeans, a cui tutti gli altri stilisti hanno rinunciato. Questo perché si tratta di un trattamento che provoca la silicosi, una malattia che colpisce circa il 20 % degli operai, che nel giro di 4 o 5 anni vanno incontro alla morte, a causa del fatto che inalano sabbia.”

Una parentesi importante è aperta anche a proposito delle botticelle romane, carrozze che portano a spasso i turisti della Capitale. “E’ ridicolo pensare di dover rispettare la tradizione del cavallo, condotto al trotto nel centro città sui sampietrini e nell’inquinamento esistente  – dichiara Walter Caporale – . Noi animalisti abbiamo organizzato una petizione che partirà il 4 dicembre, per raccogliere più firme possibili dei residenti romani e non, affinchè il prossimo luglio il Consiglio comunale si senta obbligato a votare e a discutere delle botticelle. La raccolta firma sarà effettuata al Pantheon, staremo lì tutto il giorno a partire dalle 11 della mattina, e collocheremo un gazebo anche in piazza del Popolo. Botticelle Si, Botticelle no, noi le botticelle non le vogliamo, come la maggioranza dei romani”.

L’auspicio del mondo animalista è chiarissimo e si rifà a quanto Leonardo Da Vinci affermò a suo tempo. “Verrà un giorno in cui l’uccisione di un animale verrà considerata alla stessa stregua dell’uccisione di un uomo”.