Oggi affrontiamo un tema  molto attuale, che sa sempre discutere: l’omosessualità.

Molti di noi si sono spesso chiesti se esista una predisposizione genetica all’essere omosessuali. Bene, si è scoperto che la cosa non è da escludere del tutto. L’omosessualità esiste per il 2% tra la popolazione maschile italiana e Alain Sanders, direttore del centro di genetica psichiatrica dell’università di Evanson, dopo la pubblicazione di un lavoro su Psychological Medicine, ci mette in guardia dal porre in relazione l’omosessualità con ciò che si trova nel Dna. Egli ha dichiarato: “Abbiamo individuato alcune regioni cromosomiche probabilmente coinvolte nello sviluppo di alcuni tratti psicologici comuni negli omosessuali. Ma l’effetto di questi fattori è meno certo della loro esistenza e costituisce soltanto una componente del fenomeno, che può risentire anche di aspetti ambientali”.  

Come avverte lo stesso Sanders, bisogna prendere con le pinze e la dovuta cautela questi informazioni, in quanto non è scontato che l’inclinazione del genoma, quale essa sia, poi si manifesti, per non parlare, poi, degli aspetti psicologici e sociali che tutto questo implica. Già nel 2008, alcuni ricercatori delle università di Padova e Torino avevano già parlato di alcune zone del Dna che possono influenzare l’orientamento sessuale. si tratta delle regioni Xq28 del cromosoma sessuale X e la regione 8q12 dell’autosoma 8. Lo studio è stato effettuato su 409 coppie di fratelli omosessuali da cui si sono prelevati campioni di acido nucleico, attraverso il sangue o la saliva. Le coppie hanno, poi, completato dei questionari sulla loro vita personale, i loro gusti sessuali. In seguito a tale studio, sono stati riscontrati due punti di contatto che riguardano le regioni  Xq28 e 8q12. Quindi se i singoli nucleotidi si alterano in queste porzioni di Dna, tali alterazioni sono considerate alla base di ciò che regola l’orientamento sessuale. Non si parla di ‘determinazione’ della sessualità, bensì di promozione di essa.

Si tratta di una variabile genetica, proprio come quella di chi ha i capelli biondi o bruni. Altro risultato ottenuto dallo studio di Padova è la dimostrazione che l’omosessualità maschile e l’aumento della fecondità femminile siano connesse. i ricercatori hanno affermato: “Notammo come gli omosessuali avessero nel ramo materno della famiglia molti parenti nella stessa condizione, mentre pochi o assenti erano quelli nel ramo paterno. Le mamme, le zie e le nonne di questi ragazzi avevano un terzo dei figli in più rispetto alle donne che non presentavano questa condizione tra i congiunti più stretti”.

Simona d'Onofrio

Sono Simona d'Onofrio e mi occupo della sezione "Attualità" di Vento Nuovo. I miei studi umanistici, nonché la mia attività di insegnamento, hanno aumentato il mio amore per la lettura e per la scrittura, già molto forte. Il giornalismo è una passione da rincorrere con grande tenacia, ma anche con il desiderio di cambiare una realtà troppo spesso inaccettabile

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Sono Simona d'Onofrio e mi occupo della sezione "Attualità" di Vento Nuovo. I miei studi umanistici, nonché la mia attività di insegnamento, hanno aumentato il mio amore per la lettura e per la scrittura, già molto forte. Il giornalismo è una passione da rincorrere con grande tenacia, ma anche con il desiderio di cambiare una realtà troppo spesso inaccettabile