Che Napoli sia una città paradossale è cosa nota, che viva di contraddizioni quotidiane anche, ma in questo intricato alveare di particolari da scoprire, il capoluogo campano riesce e riuscirà sempre a stupire, onorando la definizione di “città più bella del mondo”.

L’evento, oggetto della recensione, doveva essere una mostra di artisti contemporanei emergenti selezionati da una giuria di esperti attraverso il progetto SMARTUP, un premio d’arte contemporanea ideato e promosso dalla società Optima Italia. Ed è appunto nella sede operativa dell’azienda promotrice che è estata allestita l’esposizione delle 26 opere selezionate. Si arriva al civico 174 di corso Umberto I, si salgono i quattro piani di un antico palazzo fino a trovarsi di fronte la receptionist che gentilmente effettua la registrazione come visitatore e consegna materiali e informazioni relative alla mostra (c’è da sottolineare che ormai anche nei luoghi istituzionali napoletani come il Pan e il Madre questa è una pratica tutt’altro che scontata). Lo stupore provocato dalla cortese accoglienza si perpetua nel trovarsi di fronte uno spazio ibrido, a metà tra uno studio e una galleria d’arte, dove le persone che lavorano lo fanno in una percepibile e manifesta “tranquillità”. Gli ambienti rivelano spazi finemente allestiti per il relax e l’interazione sociale, in una realtà che sembra cozzare con l’idea italiana di lavoro, uno spazio dove il distributore automatico a gettoni è sostituito da un bar con personale cordiale pronto a offrirti un caffè. La vera opera d’arte in gioco sembra essere proprio questo, un luogo dove la qualità dell’ambiente lavorativo circonda e asseconda il bisogno dello spirito umano di elevarsi attraverso l’arte, la cultura, la socialità. Approfondendo il profilo di Optima, una «multiutility italiana leader nella vendita di servizi integrati nei settori dell’energia e delle telecomunicazioni», si scopre che la sede riflette semplicemente la filosofia imprenditoriale dell’azienda, che fa delle parole “Semplificazione” e “Relax” due cavalli di battaglia nel proprio payoff di marca.

Visitare la mostra SMARTUP significa immergersi in una realtà fuori dagli schemi, dove paradossalmente le opere sembrano passare in secondo piano rispetto all’esperienza di studio-visit che inevitabilmente condizionerà il visitatore. Una possibilità data al pubblico fino al 2 dicembre, dal lunedì al venerdì. Un’occasione per vivere quella Napoli che non è solo “pizza e mandolino”, bensì innovazione, contemporaneità e qualità imprenditoriale.

Tiziano Manna

Credo nel cambiamento, nella qualità della vita e dei rapporti umani, nell'elevazione dello spirito. Penso esista sempre un'alternativa etica alle possibilità che si presentano ogni giorno. Per questo scrivo.

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Di Tiziano Manna

Credo nel cambiamento, nella qualità della vita e dei rapporti umani, nell'elevazione dello spirito. Penso esista sempre un'alternativa etica alle possibilità che si presentano ogni giorno. Per questo scrivo.