Oggi raccontiamo la storia di Franco, un clochard, di origini sarde, uno dei tanti che vivono per le strade di Roma. E’ stato lui a rispondere ad un invito del vescovo, che voleva portarlo al ristorante per il suo compleanno: “Padre, non posso venire con te al ristorante, perché puzzo…“. Ed ha aggiunto anche: “Qui nessuno muore di fame, un panino si rimedia ogni giorno. Ma non ci sono posti dove andare in bagno e dove lavarsi”. Franco ha quindi fatto capire al vescovo quali siano le vere necessità dei clochard, un popolo con cui si deve fare i conti.
Il vescovo in questione è Konrad Krajewski, l’elemosiniere di Papa Francesco, col compito di aiutare coloro che sono in difficoltà. Evidentemente il messaggio è stato subito recepito, tanto che lunedì 17 novembre si è deciso di iniziare i lavori per costruire delle docce all’interno del bagni situati sotto i colonnini. Delle docce potranno usufruire i clochard che si aggirano nei pressi di San Pietro: essi potranno anche lavarsi e quindi fare il cambio della biancheria. Il vescovo Krajewski ha esortato anche alcune parrocchie romane, che hanno accolto subito l’invito, realizzando delle docce da mettere a disposizione dei clochard.
E’ lo stesso vescovo a raccontare l’incontro avuto con Franco: “Ero appena uscito dalla chiesa di Santo Spirito, dove vado a confessare. In via della Conciliazione ho incontrato Franco, un senza tetto. Mi ha detto che proprio quel giorno compiva cinquant’anni e che da dieci vive per strada”. Dopo aver invitato il clochard a cena e sentendosi dare una risposta negativa a causa del proprio cattivo odore, il vescovo decide di portarlo ugualmente con sè, al ristorante cinese. Ed è lì che Franco parla al vescovo delle problematiche che hanno i barboni a Roma per lavarsi.
Se fino a quel momento si pensava che fosse il cibo il problema principale dei clochard, ora la visione è cambiata e bisogna attrezzarsi in tal senso, non certo con progetti dispendiosi, ma tali da rispondere alle esigenze di persona già disagiate. Si cercherà di fare un lavoro capillare, di quartiere, visto che a Roma i bagni pubblici sono chiusi e ai barboni è vietato l’accesso ai bar per andare ai bagni. Certo non sarà una cosa semplice, ma si cercherà di fare il possibile. Stanno partecipando al progetto grossi nomi come Andrea Bocelli, con la sua fondazione, e un senatore del Nord, che farà fare i lavori ad una sua impresa, a titolo gratuito.