di Valentina Ferraro

Una struttura per i senzatetto che possa offrire loro un rifugio nei mesi invernali. Questa l’encomiabile iniziativa proposta dal Municipio III nel quartiere di Vigne Nuove. Peccato che la struttura in questione dovrebbe sorgere proprio affianco ad un asilo nido, “La contea degli hobbit” di via Pasquati. E non in una via limitrofa, ma esattamente accanto al nido. A separare i due locali, infatti, per il momento ci sono solo delle transenne mobili, mentre la porta che li rendeva comunicanti è stata cementata. Questa la soluzione pensata dal Municipio per risolvere una questione che si trascina ormai da anni. Le due strutture, infatti, originariamente erano state progettate per ospitare due nidi “gemelli” ma, a causa della mancanza di fondi, la seconda struttura non ha mai visto la luce. Va da sé che il locale adiacente alla “Contea degli hobbit” è stato lasciato al più totale abbandono, procurando anche seri problemi a livello di igiene e sicurezza all’asilo adiacente che ospita, ogni giorno, decine e decine di bambini. Poi, qualche settimane fa, la struttura viene ripulita: “Bene”, pensano tutti, fino a quando non si scopre che quei locali saranno destinati al piano antifreddo di Roma Capitale. A gestirlo, la cooperativa “Ambiente e Lavoro onlus” che dovrebbe ospitare lì i senzatetto per i mesi invernali.

Immediata si è sollevata la protesta da parte dei genitori dei bambini che frequentano l’asilo nido di via Pasquati, ieri riuniti in un’accessissima riunione presso il Comitato di quartiere. Alla presenza degli assessori Eleonora Di Maggio, con delega al Sociale e Pierluigi Sernaglia, assessore alle politiche educative e scolastiche, si è tentato di discutere della questione. Ma i cittadini non vogliono discutere il progetto, lo vogliono fermare, perché giudicano totalmente inadeguata la scelta del luogo. «Non si possono mettere a rischio i bambini» gridano da una parte «avete visto cosa è succede a Tor Sapienza?» urlano dall’altra. Genitori, nonni, cittadini, sono infuriati. E a nulla valgono i tentativi di rassicurazione provenienti dagli assessori: «I due ambienti avranno ingressi su vie differenti e il ricovero sociale sarà sorvegliato H24» spiega la Di Maggio. E ancora: «Non è un progetto che coinvolge gli immigrati e riguarderà solo pochi mesi, da dicembre a marzo». Ma nessuno dei presenti dà credito a quelle parole: «E se poi non se ne vanno?» rispondono i genitori. Per loro non c’è dubbio: i rischi sono troppi, e la vicinanza delle due strutture «pericolosa». Di certo, gli utlimi fatti di cronaca provenienti proprio dalle periferie romane, spingono i cittadini a pensare al peggio.

Tutti i tentativi di rassicurazione da parte dei due assossori paiono quanto mai inutili e le spiegazioni spesso “fumose”. E infatti, quando si chiedono informazioni più dettagliate e specifiche, per esempio sulla delibera in questione, nessuno fornisce risposta. L’unica informazione che si riesce ad ottenere è il nome della cooperativa che dovrebbe gestire il ricovero per senzatetto, la “Ambiente e Lavoro onlus”, ma già sul numero dei clochard che verrebbero ospitati la Di Maggio traballa. Di certo ieri i cittadini del quartiere hanno manifestato in modo forte il loro dissenso, promettendo di dare battaglia nel caso in cui il prOgetto non venga fermato. «Siamo pronti ad occupare» hanno promesso i genitori. Ora resta da vedere se il presidente del Municipio III Paolo Marchionne saprà prendere atto delle esigenze di questi cittadini o se saranno necessarie altre forme di protesta.

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