di Fabio Camillacci
Il risultato che non ti aspetti. E’ uscito sulla ruota del turno infrasettimanale di campionato, turno valido per la 9° giornata di Serie A. Il Genoa batte la Juventus capolista a Marassi. Spesso i turni infrasettimanali riservano grandi sorprese: per la stanchezza psico-fisica dei troppi impegni ravvicinati, per il turn over praticato dagli allenatori e per altri fattori. La cronaca in sintesi: il portiere genoano Perin abbassa la saracinesca e all’ultimo respiro Antonini fa esplodere lo stadio Ferraris con una carambola da attentato alle coronarie. Antonini, come gli imperatori romani “Antonini”: da Marco Aurelio ad Antonino Pio. I cosiddetti “imperatori adottivi” caratterizzarono quel periodo dell’Impero Romano in cui la successione al trono non era stabilita per via familiare ,ma, attraverso “l’adozione” da parte dell’Imperatore in carica del proprio successore. Sulla sponda giallorossa del Tevere, hanno già incoronato Antonini come “imperatore d’adozione”.
E la Juventus? Fa la partita ma non sfonda; peraltro, i bianconeri non si accontentano del pareggio e subiscono la beffa finale. Il bello, o il brutto (fate voi) del calcio. Alla fine Allegri imputerà ai suoi, sul banco d’accusa, proprio quest’ultimo punto, dicendo: “A volte bisogna sapersi accontentare, perché anche un punto a fine stagione può fare la differenza per vincere lo scudetto”. Rampogne ai giocatori a parte, il tecnico juventino si è lamentato soprattutto per il pessimo stato del campo di Marassi. Ricordiamo ad Allegri che questo discorso sul terreno di gioco (?) vale pure per il Genoa. E tempo fa in casa Juve qualcuno amava dire: “Solo le piccole squadre si lamentano”. Dato statistico: la Juventus, in campionato, non perdeva da 36 gare. Una striscia di imbattibilità incredibile e memorabile (risale praticamente a un anno fa a Firenze l’ultima sconfitta bianconera).
La Roma approfitta dell’inatteso tonfo bianconero per agganciare in vetta la Vecchia Signora a quota 22 punti, ma, non entusiasma sul piano del gioco. Contro un modesto Cesena ottiene il massimo col minimo sforzo. Apre Destro, chiude De Rossi. Energie preziose risparmiate in vista di un importante doppio impegno: sabato a Napoli e mercoledi prossimo a Monaco contro il temibilissimo Bayern per il turno di Champions League.
Vertigini da terzo posto per le “provinciali” Udinese e Sampdoria. I friulani finiscono nel ritrovato frullatore di Vincenzo Montella: un 3-0 per i viola senza storia. Samp vittima dell’Inter. Ritorno a Milano amaro per Sinisa Mihajlovic. Per Mazzarri invece si tratta di una vera e propria boccata d’ossigeno: un altro successo di misura su calcio di rigore, come a Cesena. Stavolta però senza superiorità numerica per oltre un’ora e più convincente sul piano della manovra. Il penalty decisivo arriva in “zona Cesarini”: lo trasforma il solito Icardi, freddissimo dal dischetto. Un altro piccolo passo per l’altra milanese. Il Milan di Inzaghi rimonta e pareggia a Cagliari. Dopo il gol della freccia Ibarbo detto “Bolt”, i rossoneri rischiano di finire in balia della giostra di Zemanlandia. Ci pensa un’invenzione del signor Bonaventura a togliere le castagne dal fuoco a Super Pippo. Fumetti.
Il Napoli stecca a Bergamo. I partenopei dopo il 6-2 casalingo contro il Verona, rischiano di perdere sul campo dell’Atalanta passata in vantaggio con la rete dell’ex Denis. Il pari lo firma Higuain che conferma di aver ritrovato la via del gol. Lo stesso attaccante argentino però nel finale si fa parare da Sportiello il rigore della vittoria. Grande rammarico per Don Rafè Benitez e i suoi ragazzi, non prettamente brillanti. I soliti problemi della banda Rafa.
Emergenza Parma. I ducali cadono ancora, questa volta nella Torino granata, e restano all’ultimo posto in classifica. Tutto questo in una partita che rivede il ritorno in campo dell’arbitro Rocchi. Si proprio lui, il contestatissimo arbitro di Juventus-Roma. Scandalo per il quale AssoTutela ha presentato una denuncia per aggiotaggio; scandalo su cui la Procura di Roma sta indagando, dopo la denuncia di Michel Emi Maritato. Rocchi è tornato proprio a Torino; ha già scontato la ridicola sospensione ed è tornato sul luogo del delitto: anche se si è giocato allo stadio Olimpico e non allo Stadium. Forse, per Rocchi di Firenze sarebbe stato necessario un lungo periodo di meditazione per purificare l’anima. Un “ritiro” nella sua meravigliosa Firenze. Se la passa male anche il Chievo battuto dal Palermo al Barbera siciliano. Clivensi sconfitti dall’ex Rigoni e sempre penultimi. La mediocrità del campionato rimane, ma, stavolta ci siamo divertiti perché le sorprese non sono mancate.