Italia.it ha perso il suo direttore: Arturo Di Corinto, sbattendo la porta, ha lasciato la direzione del sito che avrebbe dovuto far conoscere l’Italia nel mondo. Il motivo? Mancanza di retribuzione. Il direttore ha ritenuto “poco dignitoso” che lui e altri pochi dipendenti non percepiscano lo stipendio da mesi. Questo, soprattutto a fronte del costo del sito, ovvero milioni di euro.

E’ stata lunga la genesi del sito e soprattutto costosa, se si pensa che i milioni stanziati nel 2004 erano ben 45. Un iter lungo, quindi, dovuto a contenziosi, indecisioni e ad un passarsi la patata bollente tra le varie società. E infine ad una lunga lista di errori, tanto lunga da riempire ben settanta pagine di rapporto al ministero. Si pensi alle traduzioni sbagliate, fatte con translate.google. it, per non ricorrere agli interpreti e ancora ai rimandi sbagliati a link inesistenti. Per non parlare delle pagine rivolte ai cinesi! Un disastro vero e proprio, che ha portato il sito al 184.594° posto fra i siti web più visitati del Pianeta. Un’immagine poco edificante dell’Italia, che ad un certo punto sembrava quasi aver cambiato capitale, con Bologna! Dopo due anni, dal 2012, il sito ha riacquistato un po’ di credibilità e con esso, l’Italia.

Dalle venti persone che dovevano comporre la redazione del sito, oggi ne sono rimaste solo quattro, come spiega Arturo Di Corinto, convocato al ministero, nella sua lettera rivolta sia a Renzi che a Dario Franceschini.  Se confrontiamo i dati degli altri paesi, ci si rende conto di come sia la situazione.  Per la campagna turistica d’autunno, l’Irlanda del Nord ha stanziato ben 9 milioni e mezzo di sterline; la Croazia, per la campagna “Visit Croatia, Share Croatia”, ha investito 7 milioni e mezzo; la Gran Bretagna, per i social network che riguardano la politica turistica, in questi anni ha investito 25 milioni di sterline. L’Italia invece, zero soldi, zero investimenti. I dipendenti del sito denunciano che da marzo non arrivano nemmeno i 30 mila euro al mese dovuti per pagare gli stipendi.

Nonostante l’Italia sia una meta molto ambita, i visitatori in dieci anni sono passati da 37 a 47 milioni: cifra bassa rispetto agli altri paesi, che invece hanno visto un boom dei turisti. C’è da dire che l’Expo è alle porte e purtroppo o per fortuna, la Rete è il centro del turismo. Se le cose non cambiano, per noi la situazione non si mette bene.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Simona d'Onofrio

Sono Simona d'Onofrio e mi occupo della sezione "Attualità" di Vento Nuovo. I miei studi umanistici, nonché la mia attività di insegnamento, hanno aumentato il mio amore per la lettura e per la scrittura, già molto forte. Il giornalismo è una passione da rincorrere con grande tenacia, ma anche con il desiderio di cambiare una realtà troppo spesso inaccettabile

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Di Simona d'Onofrio

Sono Simona d'Onofrio e mi occupo della sezione "Attualità" di Vento Nuovo. I miei studi umanistici, nonché la mia attività di insegnamento, hanno aumentato il mio amore per la lettura e per la scrittura, già molto forte. Il giornalismo è una passione da rincorrere con grande tenacia, ma anche con il desiderio di cambiare una realtà troppo spesso inaccettabile