SAN GIOVANNI ROTONDO (FG) – Il giorno 18 ottobre 2014, alle ore 19:00, presso la Parrocchia San Giuseppe Artigiano di San Giovanni Rotondo, verrà presentato il volume “La Chiesa di San Donato – I dipinti di Natale Penati e l’Epigrafe sopra il portale”.

Interverranno:

Don Vincenzo D’Arenzo – Parroco di San Giuseppe Artigiano
Dott. Roberto Penati – Nipote del pittore Natale Penati da Milano
Prof.ssa Flavia De Rubeis – Docente di Epigrafia Medievale presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia

Riportiamo di seguito la prefazione di Roberto Penati, autore del libro e nipote dell’artista:

A San Giovanni Rotondo le vie del borgo antico si stanno animando come tutti i giorni di festa.
Il rintocco delle campane nelle chiese del paese si diffonde nell‟aria, e porta le sue vibranti note in ogni casa, annunciando il mezzogiorno ormai imminente ed invitando così i suoi abitanti alla prece di ringraziamento dell‟Angelus.
Il cielo terso ed azzurro, con il sole che irradia il suo dolce tepore, fanno da contorno a quest‟atmosfera così carica di attese e di speranze, che ci rimanda agli struggenti canti di leopardiana memoria: “Or la squilla dà segno della festa che viene; ed a quel suon diresti che il cor si riconforta” ..… “Primavera dintorno brilla nell‟aria, e per li campi esulta, sì ch‟a mirarla intenerisce il core. Odi greggi belar, muggire armenti; gli altri augelli contenti, a gara insieme per lo libero ciel fan mille giri”.
Il brusìo diffuso ed il brulicare di tanta gente, “tutta vestita a festa che lascia le case e per le vie si spande”, rianima le strade e le piazze del borgo, ed è un radunarsi di madri con bambini vocianti, di giovani con graziose ragazze, di nonne con nipoti, di donne e uomini anziani con le mani bruciate dal sole delle campagne per il “lavoro usato”.
Sul sagrato della chiesa madre di San Leonardo, davanti all‟ingresso, l‟Arciprete saluta i fedeli che stanno uscendo, dopo aver partecipato alla celebrazione della liturgia festiva.
Nel frattempo, nelle altre piccole chiese, si assiste al lento defluire di confratelli e consorelle in abiti da cerimonia, appartenenti alle diverse Confraternite, che si sono ritrovati per la recita del rosario, delle lodi e per partecipare alla messa festiva celebrata dal Cappellano.
Tutti, prima di fare ritorno alle proprie case per radunarsi con la famiglia intorno al desco, si ritrovano lungo il corso principale del borgo per trascorrere momenti di svago e di condivisa amicizia.
Anche la chiesetta di San Donato si è svuotata, ed il Can. Don Michele de Nittis, si sofferma per ammirare l‟interno del tempio, rinnovato nel suo splendore.
Da qualche mese, dai primi di gennaio del 1940, è stato nominato Parroco della stessa chiesa, appartenente alla Confraternita del SS. Rosario, che finalmente, dopo anni di lavoro e di sacrifici, è diventata davvero “degna casa del Signore”.
Nei suoi pensieri riaffiorano i momenti più importanti del recente periodo trascorso, e si riaffacciano alla memoria le circostanze che hanno portato all‟incontro con l‟autore degli splendidi dipinti e delle decorazioni
che adornano la volta del tempio, che, a distanza di secoli, mantiene intatto il suo fascino di piccola Cappella.
Ricorda bene la domenica mattina di quell‟anno 1934, quando vide affacciarsi all‟ingresso della chiesa la piccola figura di un elegante signore, che, togliendosi il cappello a tesa larga, inchinava il capo in segno di rispetto del luogo sacro ed accennava un devoto segno di croce.
Rivive l‟incontro cordiale con quella persona, della quale aveva apprezzato le qualità di uomo umile e semplice, conscio del compito che gli stava per essere affidato: il restauro della piccola ma preziosa chiesa di San Donato.
L‟artista di cui stiamo parlando è Natale Penati da Milano, come lui stesso firmava le sue opere.
Era venuto dalla lontana terra di Lombardia e si era fatto conoscere per aver dipinto, qualche anno prima nel 1933, la Chiesa Santa Maria delle Grazie a San Marco in Lamis. Aveva anche incontrato Padre Pio a San Giovanni Rotondo ed iniziato ad operare nei Conventi dei Padri Cappuccini della Provincia di Foggia.
Il successivo incontro con l‟Arcivescovo Mons. Andrea Cesarano nel 1935 fu determinante per il pittore, che durante la sua “peregrinatio gargana” realizzò numerose opere, raggiungendo il culmine con il suo capolavoro in assoluto: la Cattedrale di Manfredonia, che dipinse negli anni 1940-41.
Il territorio del Gargano sarebbe pertanto diventato l‟àmbito preferito del pittore dove dimostrare le proprie doti artistiche, rendendosi così artefice di un‟epoca che si protrarrà sino al 1941 in terra dauna, per continuare poi nella sua terra lombarda per un altro decennio sino al 1951.
A San Giovanni Rotondo, il pittore sarà protagonista assoluto negli anni dal 1934 al 1938, in cui realizzerà numerosi dipinti in diverse chiese situate nel centro storico della città, dove ancora oggi la sua memoria continua a vivere nelle persone e nelle istituzioni del luogo, con le quali anch‟io ho potuto costruire rapporti di reciproca stima ed amicizia.
Nella ricorrenza dell‟LXXX Anniversario della realizzazione dei dipinti nella Chiesa di San Donato, si è pertanto voluto rendere omaggio ad un artista che ha vissuto la propria vita come totale dedizione all‟arte sacra e che, con le sue opere, ha saputo dare lustro ed onore a questa Chiesa ed alla Comunità Religiosa e Civile di San Giovanni Rotondo, terra che ha avuto l‟onore di accogliere la presenza e l‟eredità spirituale di San Pio da Pietrelcina.

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