di Elena Sparacino
L’attesissimo arrivo della madrina, una raggiante Luisa Ranieri, ha definitivamente sancito il preludio della 71esima Mostra del Cinema di Venezia, che con la consueta puntualità cadenzata avrà luogo dal 27 agosto al 6 settembre nel celeberrimo Lido
– blindato per il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, presente all’inaugurazione della rassegna lagunare (la cerimonia verrà trasmessa in differita mercoledì 27 agosto alle 23.20 su Rai Movie, mentre quella finale di premiazione sarà in diretta televisiva sabato 6 settembre alle 19). Birdman – Le imprevedibili virtù dell’ignoranza, del messicano Alejandro Gonzàles Iñárritu, sarà il film di apertura della 71esima edizione del Festival, black comedy che narra attraverso il volto di Michael Keaton l’agrodolce epopea di un attore in declino.
E il film di Iñárritu porta subito sul red carpet una spolverata di stelle, dal protagonista Michael Keaton ad Edward Norton, Emma Stone e Naomi Watts; i primi di una lunga lista che si dipanerà i giorni prossimi con gli attesissimi Al Pacino, Catherine Deneuve con la figlia Chiara Mastroianni Charlotte Gainsbourg, Ethan Hawke, Viggo Mortensen, Frances McDormand, Owen Wilson e James Franco.
Ma i veri protagonisti di quest’anno, saranno i temi. È il terzo anno per la direzione di Alberto Barbera, che promette una Mostra del Cinema all’insegna della guerra e dell’attivismo socio-civile, ma anche della letteratura e dell’arte. Eros e Thanatos: venti i film in concorso, che inizia con due storie forti, il documentario The Look of Silence di Joshua Oppenheimer (già nominato agli Oscar con il precedente The Act of Killing) sul confronto tra i famigliari di una vittima e i killer del genocidio indonesiano del 1965, e Ghess-ha dell’iraniana Rakhshan Bani–Etemad, che ha montato assieme corti sulla vita dell’Iran risalenti a quando, sotto la presidenza di Ahmadinejad, non era lecito effettuare riprese. Restando in tema bellico, si aspetta con una certa curiosità il mastodontico The Cut, opera di quasi tre ore sul genocidio armeno per direzione di Fatih Akin, nonché Good Kill dello statunitense Andrew Niccol sui droni ad usum belli. “Leoni alla Carriera” 2014 due ‘antidivi’ quali la montatrice Thelma Schoonmaker (“senza la quale Scorsese non sarebbe Scorsese”) e il maestro documentarista Frederick Wiseman.
Ma i nomi di peso sono molteplici, a partire da Abel Ferrara con un film sulla vita di Pierpaolo Pasolini (interpretato dallo scavato William Dafoe, sorprendentemente somigliante all’intellettuale friulano), al maestro Andrei Konchalovsky con The Postman’s White Nights. Le sezioni collaterali aprono “Le giornate degli Autori” con One on One, di Kim Ki-duk, regista che due anni fa aveva vinto la competizione con Pietà; Orizzonti ospita Pierfrancesco Favino, ingrassato di 20 chili in versione muratore taglieggiatore, protagonista e produttore di Senza Nessuna Pietà di Michele Alhaique. Farà parlare parecchio lo ‘scomodo’ #LaTrattativa di Sabina Guzzanti (presentato fuori concorso, tanto che la regista già ha sollevato polemiche accusando di codardia il direttore che non ha osato farla concorrere), che si propone l’ambizione di raccontare la trattativa Stato-mafia tra fiction e spezzoni di repertorio.
Per quanto concerne Casa Nostra (si conceda il gioco di parole), sono tre i film italiani in concorso contro 17 concorrenti internazionali: si comincia il 29 agosto con Anime Nere di Francesco Munzi, una lettura della ‘Ndrangheta fin dentro le sue radici arcaiche, seguito il 31 agosto da Hungry Hearts di Saverio Costanzo, film low budget di ambientazioni newyorkine che irrompe senza troppi convenevoli nel tema dell’educazione alimentare. Più fiabeschi i toni leopardiani con cui l’1 settembre Mario Martone – dopo affascinati anni di studio delle Operette Morali – presenta Il giovane favoloso, che ci riporterà al festival vecchie e gradite conoscenze nostrane quali Elio Germano (un inedito e sfaccettato Leopardi), Michele Riondino e Isabella Ragonese.
Da casa, il festival sarà comodamente seguibile sul canale Iris del digitale terrestre, dove Venezia 71 – La Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia domina la programmazione fino al 7 settembre in prima, seconda serata e day-time: appuntamento quotidiano con “Note di Cinema a Venezia”, a cura di Anna Praderio dal 28 agosto al 7 settembre, mentre alle ore 17 di ogni giorno la rubrica prevede interviste con tutte le star del Lido. Quanto al manifesto della 71. Mostra di Venezia, è stato realizzato per il terzo anno dall’animatore indipendente Simone Massi, ispiratosi all’ultima inquadratura de I 400 colpi (Les quatre cents coups, 1959) di François Truffaut, uno dei finali più acclamati della storia del cinema (in copertina). L’identità visiva e l’immagine coordinata della Mostra di Venezia è stata curata anche quest’anno dallo Studio Graph.X di Milano, sulla base dei disegni proprio di Massi, autore anche della sigla che dal 2012 introduce le proiezioni ufficiali della Mostra. Una particolarità: per i suoi lavori Massi non si serve dell’uso del computer, ma realizza tutto a mano su carta, attraverso l’uso di matite, carboncini, gessetti, pastelli, grafite e china e quant’altro, resosi famoso con le ultime opere specialmente per la riconducibile tecnica a “graffi”.



