di Elena Sparacino
Ha riservato l’ennesima bella (e telefonata) sorpresa al pluripremiato Breaking Bad la 66esima cerimonia di premiazione dei Prime Time Emmy Awards, incoronando questo 25 agosto – al Nokia Theatre di Los Angeles – per il secondo anno di seguito la serie cult con l’ambito scettro di “Miglior drama”.
Ragione della doppietta d’eccezione la scelta strategica, perpetrata dalla produzione AMC, di mandare in onda la quinta e ultima stagione divisa in due ‘blocchi’ di otto episodi ciascuno, risultando in questo modo ripartita in due stagioni televisive distinte. Non solo; l’edizione presentata dall’istrionico Seth Meyers (sceneggiatore e attore del Saturday Night Live, e, dal 24 febbraio 2014, conduttore del Late Night) degli “Oscar della televisione” ha calato il sipario su altre statuette per lo show: vittoria meritatissima per Bryan Cranston (alla sua quinta vittoria) come “Miglior attore protagonista in una serie drama” nei panni di Walter White, Anna Gunn – anch’ella al suo secondo Emmy – e il “miglior attore non protagonista” Aaron Paul (terza statuetta). Oltre ai premi personali, la storia del controverso prof. di chimica alle prese con la metanfetamina ha avuto il suo canto del cigno anche come “Miglior sceneggiatura in una serie drama” con l’episodio Ozymandias (sebbene candidato anche per Felina).
E doppietta è stata anche per Alison Jenney, che si è portata a casa due premi, uno per la sitcom Mom e uno per la serie drama Masters of Sex; a Julianna Margulies, straordinaria nei panni di Alicia Florrick in The Good Wife, invece è andato l’Emmy come “Migliore attrice protagonista”, beffando le favorite Robin Wright di House of Cards e Kerry Washington di Scandal. Può ritenersi soddisfatto anche il – per la quarta volta – “Miglior Attore” Jim Parsons, AKA Sheldon Cooper in The Big Bang Theory, sebbene il premio per la “Miglior serie Comedy” sia stato aggiudicato ancora una volta a Modern Family. Tra le Miniserie va notato l’ottimo risultato riscosso da Sherlock, che ha vinto nelle categorie “Miglior Attore Protagonista” (Benedict Cumberbatch), “Miglior Attore non Protagonista” (Martin Freeman, fresco reduce del successo de Lo Hobbit) e “Miglior Sceneggiatura”; al contrario, tra le novità, ha riscosso relativamente poche statuette rispetto alle aspettative altissime True Detective (fregiantesi di ben due attori, tra cui nientemeno che il premio Oscar Matthew McConaughey, in lizza per la categoria “Miglior Attore”), che però si porta a casa due premi importanti, quelli di Miglior regia e Miglior casting per una serie drama.
Fioccano soddisfazioni anche per due novità quali Fargo (prossimamente su Sky Atlantic) e The Normal Heart (a settembre su Sky Cinema 1), rispettivamente premiate con i titoli di “Miglior miniserie” e di “Miglior film-tv”. In particolare, per quest’ultimo (che racconta la piaga dell’AIDS nella New York degli anni Ottanta) il regista Ryan Murphy si è sciolto in un discorso commovente, dimostrando un’ennesima volta di saper poliedricamente toccare con delicatezza e decisione temi importanti e fortemente esortativi; non si tratta tuttavia dell’unica soddisfazione della serata per Murphy, osannato fino a un paio d’anni fa per i trionfi di Glee e ora sempre alla ribalta con l’antipodico American Horror Story: il terzo capitolo dell’inquietante saga sfiora il premio di miglior miniserie, miglior sceneggiatura e miglior regia. All’attesissimo Coven, serie dedicata interamente alle streghe, è stato del resto riconosciuto un gineceo d’eccezione: candidati come “Miglior Attrice” ben due nomi (vincitrice Jessica Lange), e addirittura tre papabili come “Miglior attrice non protagonista” (tra cui ha spiccato Kathy Bates).
Meno fortuna, tra lo stupore generale, hanno avuto le serie targate Netflix: tanto l’acclamatissimo Orange is the New Black quanto House of Cards non hanno guadagnato alcun premio, venendo loro preferite grandi rivelazioni delle annate precedenti, non senza evidente delusione.
Le quattro ore di diretta (trasmesse in Italia da Rai4) hanno tenuto i telespettatori incollati allo schermo garantendo colpi di scena, comicità e intrattenimento. Tra questi l’improvvisato e prolungato bacio (a sinistra) fra un insolitamente barbuto Bryan Cranston e Julia Louis Dreyfus, la straordinaria protagonista di Veep (la terza stagione andrà in onda in autunno su Sky Atlantic) e il musical parodico delle serie premiate, per opera del cantautore Weird Al Yankovic. Tra gli show più bersagliati spicca Game of Thrones, al punto di aver regalato scenicamente allo scrittore della saga letteraria – da cui è tratta la serie fantasy – George R.R.Martin, presente in platea, una macchina da scrivere per esortarlo a finire una volta per tutte la ‘neverending story’ che inizia a sfiaccare il suo pubblico, seppur senza lesinare di continui colpi di scena. Qui di seguito, il video della performance:
https://www.youtube.com/watch?v=GhiJ7gIvgSw
Non sono mancati i momenti commoventi quali il dovuto ricordo a Robin Williams, espletato attraverso le commosse parole dell’amico Billy Crystal: «C’ha fatto ridere parecchio ogni volta, al cinema, in tv, nelle arene, negli ospedali, anche a casa di una ragazza malata per esaudire il suo ultimo desiderio e riuscire a stargli dietro anche solo per otto secondi era un’impresa. Era un genio sul palcoscenico ma era il migliore amico che abbia mai avuto, è molto difficile parlare di lui al passato perché era così presente nelle nostre vite. Per quasi 40 anni è stata la stella più luminosa nella commedia».
https://www.youtube.com/watch?v=q86u0bDE17w
Di seguito, l’elenco dei vincitori.
Miglior drama Breaking Bad (Amc)
Miglior comedy Modern Family (Abc)
Miglior miniserie Fargo (Fx)
Miglior film-tv The Normal Heart (Hbo)
Miglior attore protagonista di una serie drama Bryan Cranston per il ruolo di Walter White in Breaking Bad (Amc)
Miglior attrice protagonista di una serie drama Julianna Margulies per il ruolo di Alicia Florrick in The Good Wife (Cbs)
Miglior attore protagonista di una serie comedy Jim Parsons per il ruolo di Sheldon Cooper in The Big Bang Theory (Cbs)
Miglior attrice protagonista di una serie comedy Julia Louis-Dreyfus per il ruolo di Selina Meyer in Veep (Hbo)
Miglior attore non protagonista di una serie drama Aaron Paul per il ruolo di Jesse Pinkman in Breaking Bad (Amc)
Miglior attrice non protagonista di una serie drama Anna Gunn per il ruolo di Skyler White in Breaking Bad (Amc)
Migliore attore non protagonista di una serie comedy Ty Burrell per il ruolo di Phil Dunphy in Modern Family (Abc)
Miglior attrice non protagonista di una serie comedy Allison Janney per il ruolo di Bonnie Plunkett in Mom (Cbs)
Miglior guest star femminile di una serie drama Allison Janney per il ruolo di Margaret Scully in Masters of Sex (Showtime)
Miglior guest star maschile di una serie drama Joe Morton per il ruolo di Rowan in Scandal (Abc)
Miglior guest star femminile di una serie comedy Uzo Aduba per il ruolo di Suzanne ‘Crazy Eyes’ Warren in Orange Is the New Black (Netflix)
Miglior guest star maschile di una serie comedy Jimmy Fallon come conduttore del Saturday Night Live
Miglior attore protagonista in una miniserie o film-tv Benedict Cumberbatch per il ruolo di Sherlock Holmes in Sherlock: His Last Vow (Bbc)
Miglior attrice protagonista in una miniserie o film-tv Jessica Lange per il ruolo di Fiona Goode in American Horror Story: Coven (Fx)
Miglior attore non protagonista in una miniserie o film-tv Martin Freeman per il ruolo di John Watson in Sherlock: His Last Vow (Bbc)
Miglior attrice non protagonista in una miniserie o film-tv Kathy Bates per il ruolo di Delphine LaLaurie in American Horror Story: Coven (Fx)
Miglior sceneggiatura per una serie drama Ozymandias (Breaking Bad, Amc), scritto da Moira Walley-Beckett
Miglior regia per una serie drama Who Goes There (True Detective, Hbo), diretto da Cary Joji Fukunaga
Miglior sceneggiatura per una serie comedy So Did The Fat Lady (Louie, Fx), scritto da Louis C.K.
Miglior regia per una serie comedy Vegas (Modern Family, Abc), diretto da Gail Mancuso
Miglior sceneggiatura per una miniserie o film-tv Sherlock: His Last Vow (Bbc 1), scritto da Steven Moffat
Miglior regia per una miniserie o film-tv Buridan’s Ass (Fargo, Fx), diretto da Colin Bucksey
Miglior casting per una serie drama True Detective (Hbo)
Miglior casting per una serie comedy Orange Is The New Black (Netflix)
Miglior casting per una miniserie o film-tv Fargo (Fx)



