di Valentina Lupia

“Anna Frank cantastorie” e “Ogni Palestinese è come un camerata! Stesso nemico, stessa barricata” sono solo due delle tante frasi dei circa cento tra volantini, piccoli manifesti attaccati nella notte tra domenica e lunedì per Roma, che da Prati all’Appia, fino a San Giovanni, da Ottaviano al Centro si è ritrovata tappezzata di scritte antisemite. Tutte zone, tra l’altro, dove è copioso il numero di attività commerciali di proprietà di ebrei. “La mente corre al 1993 osserva il presidente della Comunità ebraica della Capitale, Riccardo Pacifici – quando alcune delle stelle gialle furono attaccate all’entrata dei negozi di proprietà di ebrei”. Da qui l’appello al sindaco di Roma, Ignazio Marino, e al questore della città per trovare i colpevoli degli atti scellerati, “nella speranza – prosegue Pacifici – che anche le attività di prevenzione possano arginare questa campagna d’odio. Roma non può diventare come Parigi, dove gli ebrei sono assaltati, le sinagoghe circondate e girare con la kippà (copricapo ebraico) è un pericolo concreto. Siamo fiduciosi che le forze di sicurezza e le autorità politiche prenderanno in considerazione ogni iniziativa volta a prevenire ciò che la Francia ha sottovalutato per troppi anni”.

Non si fa attendere il commento del sindaco capitolino, che ha “chiesto immediatamente la cancellazione delle scritte, con l’augurio che siano individuati al più presto i responsabili di questo ignobile gesto, che condanniamo con forza. Le scritte apparse oggi sono una vergogna e un’offesa a tutti i Romani”. Da qui, poi la “solidarietà e la vicinanza alla Comunità ebraica”, seguita dalla forte ma necessaria affermazione finale di Marino: “Roma vuole e deve essere Capitale del dialogo e della pace e non terreno di barbarie”. D’accordo anche Mirko Coratti, presidente dell’Assemblea capitolina, che parla di una Roma che “respinge qualsiasi rigurgito di intolleranza razziale e con essa la mostruosità di un passato che ha consegnato alla storia tutto l’armamentario dei lugubri aguzzini autori e fautori della tragedia dell’olocausto”. A parlare, anche Enzo Foschi e Marco Tolli, dalla segreteria del Partito Democratico cittadino, “è l’ennesima offesa a Roma, alla nostra memoria e alla nostra storia di città antifascista e antinazista, Medaglia d’oro della Resistenza. Chiediamo che il Comune di Roma si adoperi subito per la defissione e le forze dell’ordine per individuare e punire i responsabili: gli ideatori di questi manifesti, ma anche chi praticamente li stampa e li attacca”.

Secondo il capogruppo del Pd, Francesco D’Ausilio, “le svastiche, i manifesti e le scritte antisemite che hanno imbrattato i muri di Roma sono una vergogna senza pari, un esempio di ottusità e barbarie che la città di Roma, a settant’anni dalla sua liberazione dal nazifascismo, non può tollerare in alcun modo. Il conflitto israelo-palestinese rappresenta una ferita enorme per tutta la comunità internazionale e non c’è bisogno di utilizzare strumentalmente l’antisemitismo per veicolare ulteriori messaggi di odio e violenza”. Non tarda ad arrivare anche la solidarietà da Confcommercio Roma, il cui presidente, Rosario Cerra, insieme al presidente di FederModa Roma, Massimo De Toma, esprime la più ferma condanna nei confronti degli atti di cui sopra. “Ci auguriamo che le forze dell’ordine risalgano ai responsabili – un auspicio, questo, piuttosto comune – questi gesti nascondono un germe di odio devono essere estirpati alla radice, sono un’offesa non solo alla Comunità ebraica, ma all’intera città di Roma”.

Il raid sembra essere un argomento caldo persino sui social network, dove “la lotta contro l’antisemitismo, come quella contro l’ignoranza, è ancora lunga”, cinguetta Marco C., mentre Tobia Z. scrive: “Che vergogna le scritte antisemite sui muri di Roma. Dopo Parigi, altre ferite nel cuore dell’Europa”. Anche Giulia R. condanna il raid: “No, nessun Palestinese è, o dovrà mai essere, come quei fascistelli che in nome dell’antisemitismo ricoprono Roma di svastiche. “Mai più”, il nostro nuca màs, esiste per i fascisti di ieri e per quelli di oggi, chiunque essi siano. #freepalestine #stopbombinggaza”. ‬Ai post si aggiungono anche quelli proveniente dal profilo ufficiale di Sinistra Ecologia Libertà di Nichi Vendola: “Vedere svastiche per le vie di Roma riporta all’incubo delle leggi razziali. I nazisti non passeranno” e quello di Annagrazia Calabria, presidente nazionale di Forza Italia Giovani, “Solidarietà alla comunità ebraica di Roma. Non dobbiamo abbassare la guardia contro l’odio religioso e l’antisemitismo” e ancora “Vergognose scritte antisemite che imbrattano muri e serrande di negozi destano allarme e indignazione”.

Valentina Lupia

Romana e amante di Roma, collabora con la cronaca di Roma de la Repubblica e con il magazine online di gastronomia Scatti di Gusto.

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