di Elena Sparacino
Rullo di tamburi: ieri 28 luglio è stato rilasciato il trailer ufficiale dell’ultimo capitolo della saga de Lo Hobbit (previsto in uscita nelle sale mercoledì 17 dicembre, e come i precedenti verrà distribuito in , 2D , 3D , 3D HFR e IMAX 3D) e si preannuncia essere qualcosa di smodatamente epico. Anticipato, per scelta della Warner Bros., dalla virale diffusione in rete di un teaser di 15 secondi, alle ore 21 la versione integrale è stata rilasciata nientemeno che da Sua Maestà Peter Jackson in persona. Il regista, si sa, particolarmente avvezzo agli scherzi – chi dei partecipanti al Comic Con il 26 luglio non sarà uscito di testa a sapere che il “tizio mascherato da Evil Jester” altri non era che un divertito Jackson intento a mescolarsi, invisibile, tra la folla? – e come da copione ha bruciato sul tempo le pagine ufficiali pubblicando sul suo profilo Facebook il trailer accompagnato da un sornione “Mi pare che uno o due di voi avessero chiesto di vedere questo?”.
Dopo essere stato presentato in anteprima al San Diego Comic-Con International 2014, la diffusione in rete ha fatto letteralmente impazzire i fan, rimettendo insieme un carattere drammatico e ri-utilizzando la melanconica ballata di Pipino, scritta dallo stesso Billy Boyd per la silenziosamente efferata scena con Denethor: impossibile non far rimbalzare il cuore a Il Ritorno del Re. Certo la saga non potrà avere la stessa risonanza riscossa da Il Signore degli Anelli, sia per esigenze di copione (un soggetto originale non poi così avventuroso) sia per una precedente regia già da molti valutata un po’ troppo lenta rispetto al paragone precedente; del resto, certo è che magari Lo Hobbit non vincerà l’Oscar – e che inserire nel trailer questo chiaro riferimento a ISDA equivale un po’ a barare – ma l’episodio conclusivo pare promettere i brividi leggendari che Jackson in passato seppe regalare. È il primo, infatti, a riproporre il tipo di sequenze di battaglia su larga scala che definivano le ultime due parti de ISDA, e sebbene non giunga a catturare l’immaginazione del pubblico alla pari delle vicende di Frodo e dell’Anello, è invece plausibile che il sipario sulla trilogia cali con un voto decisamente alto.
Il capitolo, comprensivo di Luke Evans, Martin Freeman, Cate Blanchett, Evangeline Lilly, Richard Armitage, Hugo Weaving, Ian McKellen, Christopher Lee, Orlando Bloom e Ian Holm, concluderà la trilogia: riprendendo dal finale del precedente La desolazione di Smaug. Le riprese del film sono state realizzate in Nuova Zelanda tra il 21 marzo 2011 e il 6 luglio 2012, in concomitanza con le riprese del primo, originariamente concepite come parte del secondo film per poi svezzarsi tre settimane dopo il termine delle riprese del secondo film, quando la saga fu mutata in trilogia; per tale ragione molte scene del capitolo conclusivo hanno richiesto il ritorno di gran parte degli interpreti sul set del film in Nuova Zelanda per le riprese aggiuntive, girate dal 10 maggio 2013 al 29 giugno 2013 (portando inoltre Jackson a revisionare completamente con nuove tecniche l’attesissima Battaglia delle Cinque Armate, e attingendo molto materiale estrapolato dalle Appendici de Il Signore degli Anelli).
Un altro topic di risonanza per il pubblico riguarda la discussione sul titolo : nell’agosto 2012 (dopo essere passati per l’effimera proposta di nominarlo “Into the Fire”) il film venne sottotitolato “Andata e Ritorno”, con chiaro riferimento al racconto di Bilbo Baggins. Tuttavia, appena nell’aprile 2014, Jackson sarebbe stato mutato in “The Battle of the Five Armies” (in italiano, “La Battaglia dei Cinque Eserciti”), commentando in un post su Facebook che «Andata e ritorno era il titolo adatto per il secondo film di una serie in due parti, con l’arrivo di Bilbo a Erebor e il suo ritorno a casa. Ma con la divisione in tre film Bilbo arriva a Erebor ne La desolazione di Smaug e quindi il titolo ci sembrava fuori luogo». A quanto risulta anche Shaun Gunner, presidente della Tolkien Society, supportò il cambiamento affermando come, a suo avviso, “The Battle of the Five Armies” catturi meglio l’argomento del film e si colleghi molto bene all’essenza della storia. Esigenze di natura commerciale? Può darsi. Fatto è che il titolo richiama senza dubbio all’episodio più caldo descritto nell’intero libro di J.R.R. Tolkien. Tuttavia Jackson non si risparmia, come al solito, l’occasione di salvarsi in corner: «Come il Professor Tolkien intendeva, “Andata e Ritorno” include l’intera avventura di Bilbo, quindi non sorprendetevi se lo vedrete utilizzato in un futuro cofanetto comprensivo di tutti e tre i film».
“Oltre la riconquista di Erebor, oltre ogni emozione. Uniti per l’ultima battaglia!”: siamo pronti per il ‘racconto hobbit’.


