Quelle girate a Lampedusa sono ”immagini che appaiono profondamente offensive, anche per tutti coloro che in rappresentanza delle amministrazioni statali e locali, degli organismi internazionali e non governativi, svolgono con dedizione un oscuro ma importantissimo lavoro nel settore dell’accoglienza”. Inizia cosi’ l’informativa nell’Aula della Camera del ministro dell’Interno, Angelino Alfano, per riferire sulla situazione del Cpa di Lampedusa dove alcuni giorni fa sono state girate le immagini, trasmesse dal Tg2, sulle condizioni ”offensive” in cui alcuni migranti del centro di accoglienza venivano sottoposti a terapie sanitarie. ”Le modalita’ del trattamento, se appaiono sul piano tecnico del tutto inappropriate, certamente su quello umano sono inaccettabili: il comportamento spersonalizzante, l’assenza di sensibilita’ ed il disprezzo per la dignita’ della persona hanno sollecitato la piu’ giusta e ferma reazione”. Per questo, ha chiarito Alfano, ”e’ stata avviata la procedura di risoluzione della convenzione con la cooperativa affidataria del centro di Lampedusa per grave inadempienza contrattuale”. In attesa della risoluzione del contratto, tra 30 giorni, ”abbiamo chiesto alla Croce Rossa di rafforzare la sua presenza sul luogo”, mentre per la gestione futura ”e’ allo studio l’ipotesi, sulla cui percorribilita’ giuridica e’ stata sentita l’Avvocatura dello Stato, di far subentrare un soggetto di assoluta capacita’ ed indiscusso prestigio internazionale: pensiamo proprio alla Croce Rossa”, ha aggiunto Alfano. Nel corso della sua informativa, il ministro Alfano ha ricordato che i responsabili dei fatti di Lampedusa ”sono stati rimossi dai loro incarichi”, ma questo ”non basta a soddisfare l’esigenza di intervenire in modo esemplare su un episodio grave che merita una risposta seria ed efficace”. Ad ogni modo il ministro ha voluto assicurare che ”nonostante quanto di gravissimo accaduto, Lampedusa non rappresenta una zona franca dove si calpestano impunemente i piu’ elementari diritti della persona”. A chiedere ad Alfano di riferire in Aula era stata Sel, che per voce del deputato Erasmo Palazzotto ha sottolineato che il ministro deve ”rispondere della gestione fallimentare e criminale dei centri per migranti. Puo’ scaricare le responsabilita’ – ha incalzato Palazzotto – ma da mesi vengono denunciate le condizioni dei centri e le violazioni dei diritti”. Va oltre il deputato del Pd Paolo Beni, secondo cui ”e’ arrivato il momento di ripensare radicalmente le norme che regolano le strutture di accoglienza. Accanto a questo proviamoci ad abolire il reato di clandestinita’, proviamo a fare una buona legge per il diritto d’asilo, a garantire ragionevoli flussi d’ingresso e a favorire politiche concrete per ‘integrazione”. brm/vlm
Fonta: ASCA


