Il cantautore di Ruvo di Puglia torna dal 2 ottobre con “Uguali ma non diversi”, nuova versione del singolo dedicato al superamento di pregiudizi e discriminazioni. La produzione di KAITO cambia il paesaggio sonoro, ma conserva intatta la centralità di rispetto e dignità.


Cambiare il suono di una canzone senza cambiare ciò che vuole dire. È questa la strada scelta da Alessandro Romano con “Uguali ma non diversi”, nuova versione del precedente singolo Uguali ma diversi, in radio dal 2 ottobre 2026.

Il cantautore di Ruvo di Puglia torna su una composizione che aveva già messo al centro il tema delle discriminazioni e dei pregiudizi, affidandola questa volta a una veste sonora profondamente differente.

La prima versione possedeva un’impostazione più vicina alla tradizione cantautorale e alla riflessione. Con il nuovo arrangiamento realizzato dal producer KAITO, il brano entra invece in territori elettronici e house, guadagnando una componente ritmica più marcata e una dimensione maggiormente contemporanea.

Non si tratta però di un semplice remix costruito esclusivamente per modificare l’impatto musicale. Il nucleo narrativo rimane invariato.

“Uguali ma non diversi” continua infatti a interrogarsi sul modo in cui le persone vengono osservate, giudicate e spesso catalogate sulla base di elementi esteriori o condizioni personali.

Colore della pelle, provenienza geografica, situazione sociale, scelte individuali e caratteristiche personali diventano nel testo esempi di differenze che non possono trasformarsi in criteri per stabilire il valore di un essere umano.

Il messaggio è dunque quello della dignità come elemento non negoziabile.

Romano invita a superare le apparenze, ma soprattutto a recuperare due dimensioni che nella comunicazione quotidiana rischiano spesso di essere trascurate: l’ascolto e la comprensione reciproca.

La nuova produzione sembra voler ampliare proprio la possibilità di far arrivare questo contenuto a pubblici differenti. L’elettronica e la house imprimono maggiore velocità alla traccia e spostano l’ascolto verso una dimensione più dinamica, senza trasformare il tema sociale in semplice elemento decorativo.

Il contrasto tra un argomento serio e una veste musicale più movimentata diventa quindi uno degli aspetti interessanti della nuova pubblicazione.

Anche la copertina è stata completamente rinnovata, contribuendo a presentare il progetto non come una semplice riproposizione del precedente singolo, ma come l’inizio di una seconda fase della canzone.

Per Alessandro Romano il nuovo brano rappresenta un ulteriore passaggio di un percorso sviluppato negli anni attraverso esperienze differenti.

Originario di Ruvo di Puglia, il cantautore coltiva fin da giovane la passione per il canto e approfondisce la propria formazione con la vocal coach Gabriella Scalise. Concorsi e festival contribuiscono successivamente alla crescita artistica, insieme al riscontro ottenuto dalla sua rivisitazione di Tu non mi basti mai di Lucio Dalla.

Nel 2018 arriva l’inedito Nel cielo un amor perduto, scritto con Enzo De Vito, seguito da una serie di pubblicazioni autoprodotte come La fotografia, Il tuo cuore di plastica e Senza te.

Nel 2026 il percorso prosegue con Noi soli e voi lontani, pubblicato l’8 maggio, e con Uguali ma diversi, uscito il 26 giugno. A distanza di alcuni mesi, il progetto ritorna quindi sotto una nuova forma con Uguali ma non diversi.

La scelta di intervenire nuovamente sul brano sembra indicare la volontà di non considerare concluso il suo messaggio.

Il cambio di titolo è minimo, ma significativo: una variazione che accompagna una trasformazione musicale e rinnova la possibilità di riflettere sulle stesse domande.

Quanto contano realmente le differenze? E soprattutto, quando una differenza diventa pretesto per creare distanza?

“Uguali ma non diversi” non pretende di offrire risposte complesse. Propone invece un principio diretto: le differenze esistono, ma non possono essere utilizzate per negare rispetto e dignità.

Con una veste più elettronica e una nuova identità visiva, Alessandro Romano prova così a far viaggiare lo stesso messaggio attraverso un linguaggio diverso. Perché talvolta, per continuare a parlare dello stesso tema, può essere utile cambiare il modo in cui lo si fa ascoltare.

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Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.

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Di Marco Vittoria

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