PARIGI – La corsa all’Eliseo entra nel vivo. Raphaël Glucksmann ha ufficializzato la propria candidatura alle elezioni presidenziali francesi del 2027, trasformando in una scelta politica definitiva quella che da mesi era considerata una delle ipotesi più concrete nel campo progressista. L’eurodeputato e cofondatore di Place publique ha annunciato la decisione domenica 23 agosto durante il telegiornale delle 20 di TF1, dichiarando di essere candidato alla presidenza della Repubblica e sottolineando il peso della scelta.  La candidatura apre una partita decisiva per il futuro del centrosinistra francese. Glucksmann punta a costruire un’area socialdemocratica, europeista ed ecologista capace di proporsi come alternativa sia alla destra e al Rassemblement National sia alla sinistra radicale di Jean-Luc Mélenchon. Ma prima di pensare all’Eliseo dovrà superare una sfida interna fondamentale: la primaria organizzata nell’area socialista, prevista in autunno, alla quale Place publique è chiamata a partecipare insieme alle altre componenti del polo.  Il quadro della sinistra francese rimane infatti profondamente frammentato. Nelle stesse ore in cui Glucksmann annunciava la propria candidatura, Mélenchon rilanciava la sua offensiva politica davanti ai militanti de La France insoumise. Due progetti diversi e difficilmente conciliabili: da una parte una sinistra riformista, europeista e atlantista; dall’altra la linea radicale degli “Insoumis”. Nel mezzo si trovano socialisti ed ecologisti, destinati ad avere un peso determinante nella costruzione degli schieramenti.  Per Glucksmann è già arrivato un sostegno politicamente significativo: quello dell’ex candidato ecologista alla presidenza Yannick Jadot, che il 24 agosto ha annunciato di schierarsi al suo fianco. Il tema ambientale sarà infatti uno dei pilastri della campagna. Nel suo primo viaggio da candidato, Glucksmann ha promesso una profonda trasformazione ecologica del Paese, indicando i primi cento giorni di un’eventuale presidenza come il momento per imprimere un’accelerazione alle politiche climatiche.  La sua sfida, tuttavia, va ben oltre l’ecologia. Glucksmann dovrà convincere una parte dell’elettorato moderato senza perdere il consenso della sinistra, difendere la costruzione europea e contemporaneamente rispondere alle inquietudini sociali di una Francia attraversata da tensioni sul potere d’acquisto, sicurezza, immigrazione, servizi pubblici e competitività industriale. Sullo sfondo incombe soprattutto il Rassemblement National, ormai forza strutturale del sistema politico francese. La frammentazione del fronte progressista potrebbe diventare il principale ostacolo alla presenza della sinistra al secondo turno. Anche François Hollande resta una variabile della partita: l’ex presidente non parteciperà alla primaria socialista ma continua a mantenere aperto il dibattito sul proprio futuro politico.  L’annuncio di Glucksmann ha prodotto anche un’immediata conseguenza mediatica. La sua compagna, la giornalista Léa Salamé, ha lasciato la conduzione del telegiornale delle 20 di France 2, coerentemente con l’impegno assunto in precedenza nel caso di una candidatura ufficiale.  La Francia si avvia dunque verso una campagna presidenziale che si preannuncia lunga e combattuta. Glucksmann prova a occupare uno spazio politico preciso: costruire un centrosinistra moderno, europeista ed ecologista abbastanza forte da contendere l’Eliseo agli altri grandi blocchi. L’annuncio della candidatura è però soltanto il primo passo. La vera sfida sarà trasformare questo progetto in una coalizione elettorale capace di superare le divisioni della gauche e conquistare una Francia politicamente sempre più polarizzata.

Michel Emi Maritato

Giornalista, esperto in questioni Medio Orientali, corrispondente Gerolosomitano, psicologia giuridica e criminalità organizzata.

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Di Michel Emi Maritato

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