8 milioni di euro di beni confiscati dalla DIA (Direzione investigativa antimafia) a Santo Paglialunga, un presunto usuraio sessantacinquenne di Aradeo (LE) già rinviato a giudizio con l’accusa di usura aggravata. Si tratta di tre aziende immobiliari, ‘Castello Lazzari’ a Cutrofiano, diciannove immobili un kartodromo tra Lecce e Galatina e trentasette terreni per una superficie complessiva di 42 ettari.
Il provvedimento, emesso dalla II Sezione Penale della Corte di Appello di Lecce a causa di indagini che hanno messo in risalto una esagerata sproporzione tra i redditi dichiarati ed il patrimonio dell’uomo, segue quelli già emessi nel gennaio del 2009, ottobre 2010 e gennaio 2011.
Santo Paglialunga era titolare della società finanziaria “Aradeo s.r.l.” che concedeva prestiti applicando tassi usurari che arrivavano fino al 60%. Il sistema utilizzato era quello della sottoscrizione di contratti di mutuo fiduciario in bianco che venivano compilati successivamente inserendo somme maggiori rispetto a quelle finanziate, in modo che il tasso di interesse risultasse proporzionato. Nel momento in cui i contraenti non riuscivano a pagare il debito, Paglialunga si faceva consegnare i beni immobili per estinguerlo.
Le indagini erano partite grazie alla denuncia di un imprenditore salentino che operava nel settore delle carni e che aveva fotocopiato tutti gli assegni versati alla finanziaria per estinguere il proprio debito.



