Gestione del personale, il non profit insegna al for profiiLe organizzazioni per il cambiamento umano possono ispirare le imprese for profit con le loro pratiche di management, che da sempre (magari inconsapevolmente) mettono al centro la motivazione ideale, la leadership emotiva non gerarchizzata, la creatività delle persone. L’analisi comparata dei modelli gestionali for profit e non profit di un campione di 38 organizzazioni di tutti i settori economici italiani lo dimostra.
Nella gestione delle variabili “soft”, quelle legate alle persone, non profit batte profit 3-0. Sì, perché sono tre le carte vincenti: motivazione, leadership e creatività, gli “asset intangibili” connaturati al mondo dell’economia sociale. Lo dimostra la più recente ricerca realizzata da Community Centro Studi, presentata il 15 marzo 2013 a Forlì, nel contesto altamente significativo della Bottega del Mondo di Altromercato.
Capovolgendo gli stereotipi largamente presenti nella società, che vedono il non profit perennemente debitore al profit di modelli gestionali e non solo di risorse economiche, la ricerca “Le leve strategiche del management aziendale: un confronto tra modelli di gestione e sviluppo del personale del for profit e del non profit” mette in evidenza come, nella gestione delle risorse umane, le organizzazioni senza fine di lucro possono ispirare le imprese tradizionali con le loro le pratiche di management che da sempre (magari inconsapevolmente) mettono al centro la motivazione ideale, la leadership emotiva non gerarchizzata e la creatività delle persone.
Questa tesi viene prima indagata analizzando la letteratura socioeconomica nazionale e internazionale, e successivamente verificata sul campo, con l’analisi comparata dei modelli gestionali for profit e non profit di un campione di 38 organizzazioni di tutti i settori economici italiani, dall’alimentare ai servizi, dal calzaturiero alle telecomunicazioni.
I risultati della ricerca sembrano confermare che le aziende profit attribuiscono sempre maggiore importanza ai valori proposti dal non profit, come la responsabilità sociale e lo sviluppo della comunità, fino a mettere in discussione i confini stessi tra i due mondi; tanto più che gli ultimi anni hanno visto nascere le organizzazioni “low profit”, imprese di frontiera con grandi potenzialità di crescita, anche alla luce del progressivo ridimensionamento dello Stato sociale.

Contatti:
Federico Spazzoli: direzione@centrostudicommunity.com
www.centrostudicommunity.com

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