di Coppola Francesco
Secondo la rivista “Le Point” la Francia, che ottiene circa il 75 per cento della sua energia elettrica da reattori nucleari, avrebbe deciso di aumentare la protezione dei suoi siti di estrazione di uranio presenti in Niger. La Areva, la società nucleare francese che gestisce questa fonte di energia, ha visto l’urgenza di ricorrere all’aiuto delle forze speciali francesi per proteggere i siti di produzione di Arlit e di Imouraren per l’accentuarsi delle minacce islamiche verso il proprio paese dopo l’intervento militare in Mali. Nel mese di settembre 2010, sette lavoratori di Areva e della società di costruzioni Vinci, di cui cinque cittadini francesi, una persona del Togo e un’altra del Madagascar, erano stati rapiti ad Arlit da Al Qaeda, nel Maghreb islamico. Tre di questi, tra cui una francese che era malata, erano poi stati rilasciati nel febbraio 2011 dopo i negoziati; al momento gli altri quattro cittadini francesi sono però ancora detenuti.
Dopo l’intervento militare in Mali il governo francese ha preferito aumentare in modo significativo anche la sicurezza intorno agli edifici governativi, ai siti turistici, alle metropolitane e alle stazioni ferroviarie presenti sul proprio territorio con una maggiore presenza della polizia e dell’esercito. La sicurezza è stata rafforzata anche attorno al presidente François Hollande, socialista entrato in carica nel maggio scorso.


