di Cristina Caruso

Un piccolo numero di studi indica che gli stimoli uditivi possano influenzare la percezione della qualità dei prodotti alimentari. In accordo con tale affermazione, uno studio pubblicato sul British Journal of Psycology, indica una concordanza tra gusto del vino ed emozioni suscitate dalla musica di sottofondo mentre si sorseggia un buon calice.

Da qui, l’affermazione che stimoli uditivi possano influenzare la percezione del gusto. Lo studio, condotto dall’Università di Edimburgo, ha coinvolto 250 studenti (125 maschi, 125 femmine), di età compresa fino a venticinque anni. Ai partecipanti è stato chiesto di fare gargarismi con acqua, e di bere del vino, rosso (Cabernet Sauvignon) o bianco (Chardonnay). In seguito, venivano fatti accomodare in una delle cinque camere messe a disposizione, ogni stanza con un tipo di musica differente. Nel frattempo i partecipanti potevano camminare e chiacchierare. E’ stato infine chiesto loro di compilare un questionario. L’analisi statistica è stata del tipo MANCOVA, con una tabella 5×2. Le differenze tra i due vini non hanno dato risultati significativi, cosa che invece è emersa per quanto riguarda i diversi tipi di musica(p <.001). Cioè, il vino è stato percepito come più “attraente e rinfrescante” quando la musica era tale, e lo stesso quando la musica era “potente”. Sembra esserci stata appunto una correlazione tra il gusto del vino e le connotazioni musicali. Esiste un noto dibattito sulla musicologia, relativa al referenzialismo contro l’assolutismo: la prima posizione sostiene che il significato di un brano musicale si trova all’interno dell’extra-musicale, delle associazioni contestuali degli ascoltatori, mentre gli assolutisti sostengono che le emozioni suscitate sono una reazione diretta alla musica. Tuttavia, per una ricerca futura è consigliato arruolare gruppi omogenei di partecipanti (i quali pertanto comprenderebbero tutti lo stesso messaggio da quel tipo di musica) o utilizzare sinfonie che abbiano un significato simbolico riconosciuto in modo che possa essere ampiamente compreso. La ricerca futura potrebbe verificare se gli stessi risultati fossero ottenuti con altre simili selezioni musicali, anche se vi è il pericolo che i due pezzi potrebbero comunicare messaggi sottilmente diversi, ma questo potrebbe comunque essere un’aggiunta interessante per futuri disegni di ricerca. Tutto ciò allo scopo di approfondire quanto in questo studio è solo accennato.

Redazione

Inserito dai Redattori di "Vento nuovo". Quotidiano di informazione, cultura, innovazione, economia, arte, fashion, gossip, sport, fondato a Roma nel 2009 ( n. 43/2010)

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