di Cristina Caruso
“Ecco i pazzi. I disadattati. I ribelli. I contestatori. Quelli sempre al posto sbagliato. Quelli che vedono le cose in modo diverso. Non amano le regole. E non rispettano lo status quo. Puoi lodarli, disapprovarli, citarli, Puoi non credere loro, puoi glorificarli o denigrarli. Ma ciò che non potrai fare è ignorarli.
Perché loro sono quelli che cambiano le cose. Inventano. Immaginano. Curano. Esplorano. Creano. Ispirano. Mandano avanti l’umanità. Forse devono per forza essere pazzi. Altrimenti come potresti guardare una tela vuota e vederci un’opera d’arte? O sedere in silenzio e sentire una musica che non è mai stata composta? O guardare un pianeta rosso ed immaginare un laboratorio su ruote? Noi realizziamo strumenti per questo tipo di persone.
E se alcuni vedono la pazzia, noi vediamo il genio. Perché le persone così pazze da pensare di poter cambiare il mondo sono quelle che lo cambiano,” affermava Steve Jobs. Sono loro i “Maverick”: termine usato dai cowboy per indicare i giovani capi di bestiame privi di marchio partoriti dalle vacche nei pascoli in cui vivevano in condizione di semi-libertà. È su questo tipo di persone che è stato condotto uno studio per esaminare la relazione tra la preferenza laterale (mancino o destrimano), il modello dei cinque fattori per la comprensione della personalità (NEO-IPIP), la propensione all’assunzione di rischi e il maverickismo. In totale, sono stati reclutati 457 lavoratori a tempo pieno tra il Regno Unito e l’Australia, divisi in 205 di sesso maschile e 252 di sesso femminile.
Il 43.4% di loro proveniva dal settore dei servizi, il 17.3% dall’istruzione, l’11.4% dal commercio al dettaglio, il 10.9% dalla produzione e il 17.0% dall’industria. L’età media dei partecipanti era di 40,1 anni (DS = 13,2); gran parte dei quali hanno ottenuto un diploma di laurea universitario (34,2%) o superiore (14,5%). Tutti i partecipanti hanno inizialmente completato modelli di self-report sul maverickismo, la personalità e preferenza laterale. Poi sono stati assegnati in modo casuale a al gruppo controllo (n = 229) o sperimentale (n = 229). Quelli del gruppo di controllo hanno ricevuto solo un incentivo premio, quelli del gruppo sperimentale hanno ricevuto incentivi premio solo per la prima metà dell’assunzione di rischi di attività e quindi gli incentivi “di punizione” per il secondo semestre. Ciò è stato possibile grazie ad un test svolto chiedendo ai partecipanti di gonfiare un tot di palloni; nel primo gruppo, i 20 palloni avevano un bassa probabilità di esplodere, nel secondo gruppo 10 palloni avevano bassa probabilità di esplodere e altri 10 invece esplodevano facilmente.
Lo studio ha prodotto diversi risultati. L’apertura mentale, l’estroversione, e la scarsa amabilità sono fattori predittivi significativi di maverickismo. L’estroversione fornisce l’effetto richiesto positivo e le abilità sociali volte alla persuasione degli altri e al successo. Inoltre una personalità che tende a essere creativa, anticonformista, curiosa e di larghe vedute è associata ai “maverick”.
D’altra parte però hanno una maggiore inclinazione verso la competitività piuttosto che verso l’altruismo. Per quanto riguarda la preferenza laterale, prediligono quella destra (orecchio sinistro); preferenza quindi correlata con una scarsa paura di fallire o di subire danni. In pratica, i contributi di tale studio forniscono un punto di partenza importante per future ricerche volte a definire più esplicitamente il maverickismo e a misurarlo.
Importante è anche l’affermazione che i “maverick” abbiano un background biologico e sociale di partenza. Tutte queste informazioni nell’insieme contribuiscono alla costruzione di uno strumento che possa essere utile per le organizzazioni interessate nel ricercare i “maverick” tra i propri dipendenti.
Fonte: British Journal of Psychology


