Un brano che profuma d’estate, leggerezza e consapevolezza. Con «Vento in faccia», Massimiliano Lepera esplora la necessità di fermarsi, ascoltarsi e riscoprire il senso più puro della libertà. Una canzone che nasce dal cuore e arriva dritta all’anima, come un soffio rigenerante.

In “Vento in faccia” si respira un forte senso di ribellione positiva. È un invito a reagire?

È certamente un invito a prendersi la propria fetta di libertà nel mondo, non temendo mai di esprimersi e far valere la propria identità, la propria opinione. Tutti siamo in questo mondo per poterci esprimere liberamente ed essere chi siamo. E soprattutto abbiamo necessità di staccare dal continuo e asfissiante ritmo ossessivo della routine che spesso attanaglia il nostro vivere e nostro essere, per poter invece dedicarci a noi e alla nostra vita, fatta soprattutto di cose semplici e genuine.

Quanto la tua crescita personale si riflette nell’evoluzione del tuo stile musicale?

Ritengo che ciascuno di noi non sia mai non solo uguale agli altri ma neanche uguale a se stesso. Ciò significa che se vogliamo crescere, maturare, ciò deve avvenire anche attraverso una serie di cambiamenti positivi, non atti a stravolgere le nostre vite in toto, ma a renderle sempre degne di essere vissute a 360 gradi. Pertanto, credo che sia naturale che anche lo stile musicale risenta completamente dell’influenza della crescita personale, così come avviene anche negli stili di scrittura dei libri e in qualunque altra sfumatura esistenziale. Tutto ciò che è connesso all’uomo dovrebbe comportarsi in questo modo, perché è assolutamente umano.

Nella canzone sembra esserci un dialogo con chi ascolta. Ti rivolgi a un pubblico specifico o a te stesso?

Chiaramente mi rivolgo in primis a me stesso, come alter ego del me costantemente impegnato e indaffarato nel lavoro e negli impegni quotidiani. Ma, come avviene nei romanzi, ovviamente la chiave di lettura è molteplice perché chiunque, come me, può sentirsi coinvolto in questo messaggio e sta sempre a chi legge o ascolta riuscire o meno a identificarsi nel messaggio che l’autore ha voluto trasmettere.

Oltre alla musica, quali altre forme artistiche ti ispirano durante il processo creativo?

Scrittura e musica. Lettura e poesia. Arte e natura. Animali e tramonti. Albe e paesaggi. Mare e cielo stellato. L’amore. La vita in tutte le sue sfumature. Il dolore, la rabbia, l’ansia, la resilienza. Sarebbe infinita la lista di ciò che mi ispira e mi ingenera emozioni di ogni sorta nel corso non solo del processo creativo, ma di quello esistenziale vero e proprio. Perché esistenza e creatività sono interamente connesse per chi fa arte, in tutte le sue sfumature.

Sei un artista che guarda più al presente o al futuro?

Connettendomi al noto motto oraziano del carpe diem, che ha ispirato anche il titolo del mio secondo album, sono strettamente legato al presente del cogli l’attimo, cercando di fruire appieno di ogni frutto prodotto oggi, allo status quo. Ma d’altra parte uno sguardo al futuro, così come al passato, sono necessari e fondamentali per rendere l’essere umano completo a 360 gradi. In linea con la triade “memoria, identità, futuro”, pertanto, ritengo ognuna di queste componenti essenziali nel genere umano e nella vita di tutti.

Qual è il sogno più grande che custodisci per la tua carriera musicale?

Come già detto altrove, il mio sogno più grande per la carriera musicale sarebbe calcare, anche solo una volta, il palco di Sanremo. Ma non disdegnerei assolutamente qualche bella collaborazione con artisti di grosso calibro, magari più attinenti alle mie tematiche e sonorità. E poi, già soltanto esser riuscito a creare musica, a diffonderla, a organizzare eventi di successo e  soprattutto a trasmettere emozioni ad altre persone, già tutto questo è stato un piccolo grande sogno divenuto realtà. Pertanto, qualunque altra cosa, in più, verrà, sarà accolta con positività.

https://www.massimilianolepera.com

Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.

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Di Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.