Primo tassello di una saga destinata a crescere, “Rose Nere” unisce noir e riflessione interiore. Legalità, corruzione, verità e sentimento si fondono in un intreccio avvincente. I protagonisti Riccardo Lepore e Martina Vassallo restano nel cuore del lettore, simbolo di un viaggio che continua oltre la pagina scritta.

Che ruolo hanno i simboli e le metafore all’interno del libro e come arricchiscono la narrazione?
All’interno dei miei romanzi le metafore sono abbastanza presenti, credo diano un buon impatto oltre a una buona cadenza ritmica della narrazione.
Quali riflessioni personali speri che il pubblico porti con sé dopo la lettura?
Sicuramente riflessioni profonde come la possibilità di poter far tutti qualcosa per un mondo migliore. Anche nel quotidiano, soprattutto, possiamo in qualche modo darci da fare per la legalità, per la verità, per la giustizia.
Hai mai pensato a un seguito o a un progetto collegato a questo libro?
Assolutamente sì, come dicevo Rose nere è il primo libro di quattro già pubblicati. Il quinto lo sto scrivendo in questo momento.
Qual è, secondo te, l’aspetto più innovativo della tua scrittura in questa opera?
L’aspetto più innovativo della scrittura è la capacità di fissare direttamente il pensiero, trasmettendo emozioni e coinvolgendo in modo totale il lettore.
Quali ambizioni coltivi come scrittrice per i prossimi anni e quali traguardi ti piacerebbe raggiungere?
Ambizioni ce ne sono, ma comunque cerco di rimanere con i piedi per terra e mi godo questi momenti attuali. Un traguardo che mi piacerebbe raggiungere? Uno dei miei libri potesse passare su pellicola. In molti mi ripetono che la mia scrittura, la narrazione, si completerebbe con la trasposizione cinematografica… chissà!
Se dovessi sintetizzare l’anima del libro in una sola frase, quale sceglieresti?
Rose Nere è un viaggio dentro e fuori di sé, tra passioni e inganni, tra ciò che sembra e ciò che è.


