Con una scrittura che predilige il flusso emotivo alla trama classica, Roberta Salvati accompagna il lettore in un viaggio in cui le passioni diventano mappe dell’anima. Le illustrazioni amplificano il senso di un percorso unico, di cui l’autrice svela segreti e ispirazioni in questa intervista.

Nel tuo romanzo non c’è una vera e propria trama lineare, ma piuttosto un flusso di emozioni: come nasce questa scelta narrativa?
Esatto, in “Labirinto fa rima con istinto” non c’è una vera e propria trama, piuttosto il racconto di macro situazioni premiando emozioni e sensazioni che le caratterizzano. La scelta narrativa nasce dalla volontà di raccontare in breve qualcosa che di volta in volta rivela intensità e forza. Tecnicamente è semplicemente fidarmi della forma attraverso cui la mia scrittura si esprime ad oggi.
Quanto c’è di autobiografico nei sentimenti espressi tra le pagine?
Dico sempre che ciò che scrivo attraversa prima me, quindi direi tanto. Credo che in ogni libro chi scrive attinga da qualcosa di autobiografico, perché si parte sempre da dentro per buttare fuori, sulla pagina.
Hai parlato spesso dell’importanza di “Raccontarsi” e non farsi raccontare dagli altri. Questo libro è un atto di resistenza in questo senso?
Può esserlo sì.
Le illustrazioni accompagnano il testo in maniera unica: come è nata la collaborazione con l’illustratrice?
La collaborazione con l’illustratrice Sara Manna è nata per realizzare l’idea di raccontare anche per immagini le tappe del labirinto. Abbiamo lavorato molto bene insieme, si è trattato di tradurre in un altro linguaggio il racconto scritto, e su questo ho dato carta bianca a Sara. E’ stato illuminante ritrovarci in sintonia sull’obbiettivo che dovesse avere ciascuna immagine, nella misura in cui, il disegno è parte integrante del racconto in questo libro, non solo un esercizio di stile o di estetica.
Hai ricevuto riconoscimenti importanti per i tuoi lavori. Come vivi la visibilità che la scrittura ti sta dando?
Sì, è vero. Ad oggi se passo in rassegna i miei libri dico con orgoglio che sono stati tutti premiati, e ho Imparato a dirmi anche che non è cosa da poco. Labirinto fa rima con istinto, nello specifico, è stato Finalista al Festival della Scrittura di Venezia 2019; avendo poi io vinto in ex equo il Concorso, mi venne fatta proposta di un contratto di edizione, che accettai con gioia. Attualmente mi dico che la ruota sta girando ed è mio compito continuare a farla girare. La visibilità è una componente che fa parte del gioco in questo mestiere, quando arriva me la godo e ci sorrido. Mi ricordo sempre da dove vengo e la prima motivazione del perché faccio quello che faccio, così che la visibilità sia un bene e non un qualcosa che mi si ritorce contro. Mi piace viverla con audacia e onestà intellettuale, così anche l’invidia muore sul nascere.
Quali sono i messaggi nascosti che hai voluto trasmettere attraverso questo libro?
Bella domanda! Mi fa pensare al sottotesto che può avere una battuta in un testo teatrale. Io sono molto trasparente è lo è anche la mia scrittura, l’abilità sta nel proteggere il non detto perché sia ben custodito, sempre. E’ una cosa a cui tengo molto, essendo consapevole del fatto che è proprio quello l’elemento che induce al lettore una riflessione o una reazione di pancia, come anche appassionarsi al libro e finirlo più in fretta. Labirinto fa rima con istinto vuole far capire che un compagno di viaggio non sarà mai una persona qualsiasi nella nostra vita, che le passioni forgiano chi siamo, che le paure sono l’ultimo passo per arrivare al coraggio; che le emozioni sono il mosaico dell’anima, le quali, sottoforma di domande o risposte ci restano sempre sulla pelle. E in ultimo, che i legami possono essere meravigliosamente inevitabili se troviamo il Coraggio di farci trovare davanti a chi già ci stava cercando.


