C’è una rabbia sottile e una dolcezza disarmata nel brano di debutto di Reyson. “Non m’importa” è la storia di un amore idealizzato, di aspettative frantumate e di quel momento in cui si sceglie di smettere di rincorrere. Un’intervista sincera, tra Marvin Gaye, Tiziano Ferro e voglia di verità.

Reyson, è un piacere averti qui. “Non m’importa” presenta echi della tua vita personale?

Decisamente si, è una storia personalissima, parla di una cotta che mi presi per una ragazza, accaduta realmente, purtroppo, mi ha insegnato molto ma nel modo peggiore, cioè ferendomi pesantemente.

Se dovessi descrivere il brano in tre parole, quali sarebbero?

Malinconico, dolce, atipico

Da dove nasce la tua passione per la musica?

Rispondendoti nella maniera più obbiettiva possibile ti direi mio padre, grande appassionato dei RHCP e di musica alternativa in generale, mi ricordo che metteva sempre tracce anni 80 e 90 e ogni volta io con grande curiosità gli chiedevo come si chiamasse il brano e chi fossero gli artisti che cantavano e rimanevo affascinato dalla sua grande conoscenza della musica.

Nel testo parli di idealizzazione e aspettative: è una trappola in cui si cade spesso, a tuo parere?

Si, infatti questa ragazza mi ha insegnato che non bisogna mai crearsi aspettative, soprattutto quando ci teniamo molto, perché la realtà può essere molto meglio o molto peggio di come ce la immaginiamo.

Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.

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Di Marco Vittoria

Sono Marco Vittoria, futuro architetto con l’hobby della scrittura. Appassionatissimo di musica, cinema ed arte, con una predilezione verso tutto ciò che riguarda gli anni ottanta e la pop art.