È come un mantra quello che resta all’ascolto mio personale di questo nuovo disco di Biagio Accardi, compositore, ricercato, polistrumentista. E qui sposa la forma canzone dentro un suono nevralgico, centrale nel suo messaggio di bellezza e di quiete interiore. Dal titolo si parte: “Fai che accada”.
«È il mio augurio affinché le cose avvengano prima nel proprio immaginario e auspicando che questo modo di porsi diventi un atteggiamento mentale diffuso, perché non siamo solo collegati con il Tutto ma siamo il Tutto. Nei miei libri e nelle mie canzoni lo ripeto costantemente. Diciamo pure che questo disco è un inno all’Essere Divino che alberga in noi». Biagio Accardi
Serve l’abbandono e l’affidarsi, serve non aspettarsi lo spettacolo e le forme spettacolari. Siamo noi lo spettacolo. Siamo noi, in fondo, questo disco stesso…

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Che cosa per davvero ti ha spinto ad un disco simile? Esiste un dolore alla base, una sofferenza, una rivoluzione?
Al contrario, c’è dietro la voglia di esprimere la gioia di ricercare la bellezza e metterla in luce. Un’opera che ha la velleità di donare piccole possibili rivoluzioni interiori.
Sei di quegli artisti che ama riascoltarsi? E nel caso, riascoltandoti, cosa provi?
No, in generale dopo che ho finito il disco e a seguito degli ascolti relativi al mixaggio è difficile che torno ad ascoltare, preferisco lasciare andare nell’etere.
In copertina: copri mezzo volto e non penso sia un caso. Penso che ogni cosa abbia una simbologia. Come il trucco sotto gli occhi…
L’intero disco è pieno di simbolismi. Il mezzo volto coperto della copertina, come anche il simbolo esoterico sovrapposto sul mio occhio, fa riferimento alla leggenda che attribuisce al potente occhio di Horus e le sue presunte virtù protettive; sintesi di conoscenza e magia, visione del futuro, capacità di riparare e guarire il presente. Facendo così riferimento al potere insito nelle parole, che poi sono suono e prima ancora vibrazioni; Musica e parole che fanno bene al cuore e che hanno come principale obiettivo di indurre alla meditazione, al rilassamento, alla serenità e qualora ce ne fosse bisogno alla guarigione dell’anima.
Sfogliando anche semplicemente i titoli di questo disco: elementi naturali si mescolano a figure e simboli. Anche questo non è un caso vero? Il vento, torna sempre… o sbaglio?
Sono molto affascinato dalle leggi che governano l’universo e per comprenderne la totalità è necessario indagare e conoscere gli Elementi. Il vento è simbolo di libertà; attraversa i confini senza nessun passaporto, ricordandoci che essi sono solo un’invenzione dell’uomo. Il vento sparge i semi e per questo porta vita. Metaforicamente cambia “aria” e influenza piante, animali e uomini.


