A cura di Francesca Baroni

Lo Scenario Economico

L’economia italiana deve molte delle sue fortune al buon andamento dell’edilizia. E ciò facilmente si spiega, in quanto a livello nazionale gli incrementi di investimenti nel settore hanno determinato una crescita di un terzo dell’intero Prodotto Nazionale Lordo.

Gli investimenti, cresciuti rispettivamente nel 2021 del 20% e nel 2022 del 12%, quest’anno subiranno un segno negativo (-5,7% su base annua). A pesare sarà soprattutto la diminuzione del numero di lavori di riqualificazione degli immobili, fino ad ora trainati dal Superbonus, ma che con la fine dell’incentivo alle unifamiliari, subiranno un notevole calo.

Le principali cause sono da ricercare nella frenata alle riqualificazioni, nell’altlivello del prezzo dei materiali (che si riverbera poi sulle marginalità per l’appaltatore)nell’inflazione e nel conseguente rialzo dei tassi d’interesse. 

Per evitare problemi, occorre adottare al più presto politiche industriali ben mirate e che possano sostenere le imprese. Se, da un lato, ci sarà un incisivo aumento delle opere pubbliche (+25%) grazie all’avvio dei cantieri del PNRR; dall’altro lato, sono ancora oltre il 60% le imprese in attesa di ricevere le risorse stanziate dal Decreto Aiuti per compensare il caro materiali.

Gli aspetti salienti dello scenario 2023

Più in particolare, il segmento residenziale soffrirà nell’intero anno con un una flessione prevista del 3-4circa. La domanda di nuove abitazioni sarà frenata dall’aumento dei tassi d’interesse causata dall’elevata inflazione. Come si vede già dai dati di città molto sviluppate come Milano, che registra un certo calo delle compravendite medesime.

Tale quadro trova una mitigazione poiché l’edilizia non residenziale e l’ingegneria civile non saranno così gravate: mentre il settore non residenziale rallenterà un po’ dopo il forte rialzo del 2022, l’ingegneria civile tornerà a crescere dopo un 2022 non del tutto positivoSempre a parità delle attuali condizioni, e senza nuovi rialzi dei prezzi o interruzioni nelle catene di approvvigionamento.

Per capire come evolverà la situazione nei prossimi mesi i fattori evidenziati sono tre. Il primo è il percorso di riapertura delleconomie orientali e la riduzione dei costi legati ai trasporti; a seguire la risposta italiana e occidentale alla guerra in Ucraina; infine l’impegno del governo italiano a rinegoziare l’erogazione dei fondi europei per la ripresa.

Le risposte dell’avvocato d’affari Massimo Tucci

Di seguito le osservazioni dell’avvocato Massimo Tucci (già associato CHIOMENTI studio legale).

Lo scenario del settore edile presenta similitudini con altri settori e alcune peculiarità.

Sotto il profilo degli aspetti comuni, si rileva che per sostenere il sistema delle imprese, durante la fase Covid sono stati elargiti finanziamenti e, taluni, con tassi variabili. Ora si assiste ad una fase in cui imprese indebitate, ma senza una redditività sufficiente (già manifestatasi in fase pre Covid) sono chiamate o a restituire i finanziamenti o a pagare rate accresciutesi (in caso di tasso variabile) che aggravano la situazione finanziaria dell’azienda, creando uno sbilancio tra risorse a breve e debiti a breve, accentuando la tensione finanziaria, rendendo difficoltoso l’adempimento delle obbligazioni assunte.

Sotto questo profilo è necessario suddividere gli impegni finanziari a lungo e a breve e, sotto questo profilo, integrare con strumenti differenziati (es. minibond, finanza alternativa).

Quanto ai profili peculiari, il comparto edile necessita di particolare attenzione in primo luogo sotto il profilo contrattuale in quanto, con un’altalena così intensa dei prezzi, diventa difficile accettare prezzi a corpo, senza prevedere clausole di riallineamento del prezzo per casi di forza maggiore; inoltre l’esclusivo peso della perdita sui conti dell’appaltatore rende gravosa la posizione finanziaria del medesimo.

Le soluzioni possono essere contrattuali, con la committenza, fornitori e con il ceto bancario. Tuttaviavi sono situazioni ove il ricorso anticipato a procedure in concorso con possibilità di ristrutturazione del debito, di riassetto della governance, di nuova finanza e di proficue transazioni con il fisco risolvono il problema in radice, consentendo una più efficiente continuità aziendale.