Ennesimo dramma familiare: un noto medico abruzzese, pensionato da appena un mese, ha eliminato tout-court tutto il suo nucleo familiare, uccidendo prima la moglie e poi entrambi i suoi due figli, ponendo poi fine alla sua stessa vita.

Alla base del folle gesto ci sarebbero proprio le gravi condizioni di salute di un figlio dell’uomo, che lo avrebbero portato ad un esaurimento nervoso tale da compiere la strage.   

E’ successo a L’Aquila. L’omicida è un medico, Carlo Vicentini, ex primario di Urologia all’ospedale di Teramo. L’uomo avrebbe prima colpito i familiari per poi togliersi la vita. La tragedia è avvenuta nell’abitazione della coppia, in una villetta alla periferia del capoluogo abruzzese.
L’omicidio-suicido risalirebbe a circa 24 ore prima del ritrovamento dei corpi da parte delle forze di polizia, avvenuta intorno all’ora di pranzo di oggi. Gli inquirenti, che stanno in queste ore ascoltando i vicini, stanno cercando di ricostruire le circostanze in cui la tragedia è avvenuta, per capire se si sia trattato di un gesto premeditato. “Mi aveva detto due giorni fa che con tutta la famiglia sarebbe andata al mare a Tortoreto (nel teramano), ieri ho provato a contattarlo senza ricevere risposta. Ho solo visto che le finestre erano abbassate e ho pensato fossero già partiti”, le parole di Giovanni Vicentini, fratello dell’urologo. Solo oggi, con delle chiavi secondarie, sono andati ad aprire rendendosi conto della tragedia.

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Risalirebbe a circa le 2 della notte tra mercoledì e giovedì l’ultimo accesso su WhatsApp del telefono della figlia Alessandra. Al vaglio degli inquirenti tutti i telefonini. Nessuno dei vicini potrebbe indicare con certezza l’ora dell’omicidio suicidio. “Viviamo in una zona dove il rumore dei colpi può essere facilmente confuso – spiega un vicino nella villetta di fronte. Non abbiamo sentito nulla di particolare, pur notando che la casa del dottor Vicentini è rimasta chiusa per tutta la giornata di ieri”.