di Cristina Caruso
Nonostante il test Bone Mineral Density – BMD – quale test di screening per l’osteoporosi (BMD T score, -250 o <) è raccomandato a tutte le donne dai 65 anni in su, ci sono dati diversi sull’intervallo del BMD test da prendere come riferimento.
Questo studio ha arruolato ben 4957 donne, di 67 anni o più, con un BMD normale (T scire al collo del femore e anca, -1.00 o >) o osteopenia (T score, tra -1.01 e -2.49) e senza antecedenti di fratture vertebrali o dell’anca oppure precedente trattamento per l’osteoporosi. Tutte le pazienti sono state seguite per 15 anni. L’intervallo del BMD test è stato definito come una stima del tempo di passaggio all’osteoporosi nel 10% delle donne, prima di eventuali fratture, con assunzione di estrogeni e fattori di rischio clinici. La transizione dal normale BMD e da quello dei tre gruppi di osteopenia (lieve, moderata e grave) è stata valutata mediante in modello d’incidenza a parametri cumulativi. Fratture d’anca e vertebrali e l’inizio della terapia a base di bisfosfonati, calcitonina o raloxifene sono stati considerati quali concomitanti rischi nel corso dello studio.
I risultati danno una stima del BMD testing interval pari a 16.8 anni (95% IC, da 11.5 a 24.6) in donne con normale BMD; 17.3 anni (95% IC, da 13.9 a 21.5) in donne con osteopenia live; 4.7 anni (95% IC, da 4.2 a 5.2) se l’osteopenia è moderata; e 1.1 anno (95% IC, da 1.0 a 1.3) nei casi di osteopenia grave.
Il guadagno in termini di anni tra una donna con BMD normale e una con osteopenia lieve è di ben più di dieci anni.
I dati, in conclusione, indicano quindi che l’osteoporosi potrebbe svilupparsi in meno del 10% delle donne anziane, in postmenopausa durante lo screening, in un intervallo di tempo di circa 15 anni se BMD normale o lieve osteopenia, 5 anni se osteopenia moderata e 1 anno se l’osteopenia è già ad uno stadio avanzato.


